"Torturatori G8 ai vertici della polizia": Cassazione indaga sulle parole del pm Zucca
Polemiche sulle frasi del magistrato. Gabrielli: "Dichiarazioni oltraggiose". I genitori di Regeni lo difendono: "Stima per lui"

La procura generale della Cassazione ha avviato accertamenti sulle parole del pm di Genova Enrico Zucca, che ieri ha detto: "Chi ha coperto i nostri torturatori è ai vertici della nostra polizia, come possiamo chiedere all'Egitto con questa voce di consegnarci i loro torturatori?". Secondo quanto si apprende, le verifiche si concentreranno proprio su quanto affermato dal magistrato in merito ai casi giudiziari legati al G8 di Genova e la morte di Giulio di Regeni.

Oltre far scattare gli accertamenti formali, le dichiarazioni di Zucca, come prevedibile, hanno scatenato non poche polemiche. Uno dei primi a reagire è proprio il capo della polizia Franco Gabrielli: "Mi risuonano ancora più oltraggiose le parole di chi non più tardi di ieri ha detto che ai vertici della Polizia ci sono dei torturatori: noi facciamo i conti con la nostra storia ogni giorno, noi sappiamo riconoscere i nostri errori, noi al contrario di altri sappiamo pesare i comportamenti ma al contrario di altri ogni giorno i nostri uomini e le nostre donne su tutto il territorio nazionale garantiscono la serenità, la sicurezza e la tranquillità", ha detto ad un evento ad Agrigento.

"In nome di chi ha dato il sangue, di chi ha dato la vita - aggiunge Gabrielli - chiediamo rispetto. E gli arditi parallelismi e le infamanti accuse qualificano soltanto chi li proferisce".

Parla di frasi "inappropriate" il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini. "Con quelle dichiarazioni è intervenuto facendo riferimento ad un procedimento a cui prese parte come pm e ad un altro delicato e importante procedimento pendente presso la Procura di Roma, esprimendo giudizi, a mio parere, inappropriati sulla polizia di Stato, alla quale colgo l'occasione per esprimere piena fiducia e sostegno per l'opera insostituibile cui assolve, per la sicurezza nazionale".

Più duro il Consigliere del Csm Claudio Galoppi, che considera le parole del sostituto procuratore generale "di inaudita gravità" e che "non meritano alcun commento". Galoppi ha sottolineato inoltre che spetterà al procuratore generale della Corte di Cassazione, membro di diritto del Csm, "valutare gli eventuali aspetti disciplinari di queste esternazioni". "L'intervento del Csm è necessario - ha aggiunto Galoppi - che con le linee guida sulla comunicazione degli Uffici giudiziari consentirà ai magistrati di avere criteri di orientamento sulle modalità di esternazioni opportune per rendere un corretto servizio nell'interesse dei cittadini".

Dai genitori di Regeni arriva invece sostegno al pm bersagliato: "Vogliamo manifestare la nostra stima e gratitudine per il dott. Zucca per il suo intervento preciso ed equilibrato all'interno del convegno di ieri tenutosi all'ordine degli avvocati di Genova", è il messaggio di Paola Deffendi e Claudio Regeni, riportato su Facebook dalla loro avvocata Alessandra Ballerini.

 

 

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