"Riina rischia morte improvvisa" Giudici: Può andare a processo
Il boss è imputato per minacce nei confronti del direttore del carcere di Opera

Il boss di Cosa Nostra Toto' Riina è "a rischio di morte improvvisa". E quanto emerge dalle cartelle acquisite dai giudici della sesta sezione penale del Tribunale di Milano, davanti ai quali Riina è imputato per le minacce rivolte al direttore del carcere di Opera Giacinto Siciliano. Nelle conclusioni della relazione stilata dal medico del carcere di Parma Michele Riva si legge che Riina soffre di una cardiopatia tale a esporlo "costantemente" al "rischio di morte improvvisa" oltre a condizionare tutte le sue attività. I giudici dopo essersi ritirati in camera di consiglio hanno deciso che Riina è in grado di partecipare al giudizio.

"In sintesi - scrive il dottor Riva nelle conclusioni della sua relazione - si tratta di un paziente estremamente fragile per l'età" e per le numerose patologie "da cui è affetto, alcune delle quali (malattia neoplastica, insufficienza renale, apatopatia cronica) paiono a lenta evoluzione. La cardiopatia ipocinetica post infartuale, invece, è di tale entità da condizionarne ogni attività ed esporre costantemenet il paziente a rischio di morte improvvisa".

I giudici della sesta sezione penale del Tribunale di Milano, alla luce della relazione stilata dal medico del carcere Riva, dove Riina è detenuto al 41 bis, nella quale si legge che il boss "allo stato attuale è vigile e collaborante e discretamente orientato nel tempo e nello spazio" hanno ritenuto che sia capace di stare in giudizio. La corte ha quindi respinto la richiesta dell'avvocato di Riina Mirko Pellino, che aveva sottolineato come il 'capo dei capi' faccia fatica a rispondere a tono alle domande che  gli vengono poste e di conseguenza per il legale il processo milanese per le minacce rivolte dal boss al direttore del carcere di Opera Giacinto Siciliano andava "sospeso per l'incapacità dell'imputato di partecipare in modo cosciente alle udienze". La decisione della corte, invece, è andata in tutt'altra direzione.

"Impugneremo sicuramente questa ordinanza del Tribunale", è stato il commento dell'avvocato Pellino, che difende il boss con il collega Luca Cianferoni. "Ci riserviamo insieme all'avvocato Cianferoni di indire una conferenza stampa per fare il punto della situazione". Si tornerà in aula il prossimo 17 ottobre e Riina potrà assistere all'udienza in videoconferenza dal carcere di Parma.
 

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