"Qui abita un antifascista". A Pavia adesivi "marchiano" le case
La denuncia sui social: "Ecco cosa succede quando si lasciano i neofascisti liberi di aprire sedi, fare manifestazioni e presentarsi alle elezioni"

Un raid notturno per 'marchiare' con adesivi le porte di casa di alcuni noti antifascisti cittadini. L'intimidazione è avvenuta la scorsa notte a Pavia. "Qui abita un antifascista", si legge sugli adesivi attaccati su citofoni, cancelli e portoni di casa dei bersagli. Sull'immagine anche il simbolo sbarrato del coordinamento civico Rete Antifascista.

"Sono tornato a casa e ho trovato l'adesivo attaccato al citofono. È un atto squadrista e chiaramente intimidatorio. Come amministratore pubblico dico che non dobbiamo lasciarci intimidire e dobbiamo continuare a dire a voce alta che siamo antifascisti", spiega l'assessore pavese alla Cultura, Giacomo Galazzo, a cui è arrivata la telefonata di solidarietà e sostegno della presidente della Camera, Laura Boldrini.

"Mi fa particolarmente piacere la telefonata della presidente Boldrini, che non può intervenire pubblicamente a causa del silenzio elettorale, ma ha voluto esprimere la sua condanna contro questo gesto", ha spiegato l'assessore. Boldrini era a Pavia la sera prima del blitz per partecipare a uno degli eventi di chiusura della campagna elettorale, in vista del voto che la vede candidata alla Camera per Liberi e Uguali in Lombardia.

Tra i 'marchiati' anche la consigliera comunale Silvia Chierico. "Vi serviranno troppi adesivi per appenderli a tutti i campanelli di Pavia", ha commentato il sindaco di Pavia, Massimo Depali. Nel mirino anche l'Anpi. Luca Casarotti, vicepresidente del circolo Anpi 'Onorina Pesce Brambilla' scrive su Twitter che "anche un componente del comitato della mia sezione Anpi ha trovato sulla porta di casa l'adesivo con la scritta sbarrata 'qui ci abita un antifascista'. Lo stesso altri compagni, membri di organizzazioni o attivisti per proprio conto".

"Non si perdono le vecchie abitudini", si legge sulla pagina del circolo Anpi, "un gesto che evoca i peggiori ricordi della Germania nazifascista. Non ci facciamo spaventare da questa intimidazione che è l'ennesima conferma del clima violento che sta crescendo anche a Pavia. Vicini e solidali con le compagne ed i compagni violati. Ora e sempre resistenza". La denuncia di quanto stava accadendo è partita sui social network, quando le vittime dell'attacco hanno denunciato l'accaduto.

"Ieri ho trovato questo adesivo attaccato al cancello di casa. Qualche valoroso neofascista si è preso la briga di scoprire dove abito, aspettare che non fossimo in casa e lasciarmi questo messaggio intimidatorio", scrive Alessandro Caiani, "ecco cosa succede quando si lasciano i neofascisti liberi di aprire sedi, fare manifestazioni e presentarsi alle elezioni, lasciando impunite le loro aggressioni squadriste. Sciogliere subito CasaPound e Forza Nuova". 

E infatti non è il solo. Anche Rosa Rossi ha trovato lo stesso adesivo: "I fasci pensano di intimidire così gli antifascisti e le antifasciste pavesi", scrive. E replica copn fierezza: "È vero cari fascisti. Qui abita un'antifascista. Che non è disposta a lasciare a voi strade, piazze, sale. Le strade saranno sempre nostre!".

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