'Ndrangheta, sequestrati beni per 1,2 milioni a esponente della cosca Labate

Reggio Calabria, 7 ago. (LaPresse) - La Direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria ha sequestrato beni per un valore di circa 1.200.000 euro a Santo Gambello, 39enne sorvegliato speciale ritenuto appartenente alla cosca Labate. Il decreto di sequestro è stato emesso dal tribunale, su proposta del direttore della Dia, Nunzio Antonio Ferla. Gambello il 25 luglio del 2007 era stato arrestato insieme ad altre 37 persone in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare del tribunale di Reggio Calabria, emessa nell'ambito dell'operazione 'Gebbione'. Il processo si è concluso nel 2010 con la condanna di Gambello, emessa dalla Corte d'Appello, a 6 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa e fittizia intestazione di beni.

Nel 2009 il tribunale reggino ha disposto nei confronti di Gambello anche l'applicazione della misura di prevenzione patrimoniale e personale, quest'ultima ancora in corso di esecuzione, per la sua appartenenza alla 'Ndrangheta. Gambello è stato descritto nelle motivazioni del provvedimento come "un soggetto che già da molti anni ha messo la sua attività a servizio della cosca, autore di estorsioni e stabile intestatario fittizio, attivo nel settore - altamente remunerativo - delle corse clandestine". Il provvedimento di oggi scaturisce principalmente dall'indagine della polizia giudiziaria, disposta dalla procura e dalla Dda e svolta dalla Dia reggina, che ha evidenziato la pericolosità sociale di Gambello, legata alla disponibilità a Reggio Calabria di tre seminterrati adibiti a magazzino ed autorimessa, per una superficie complessiva di circa 1000 metri quadrati, pur essendo questi formalmente intestati all'azienda Edil Malara Pieffe srl di Giuseppe Malara, noto imprenditore reggino operante nel settore edile.

Alla luce delle indagini patrimoniali condotte dalla Dia, che hanno permesso di accertare una macroscopica sproporzione tra i redditi di Gambello e del suo nucleo familiare e gli ingenti investimenti nel settore immobiliare, il tribunale di Reggio Calabria ha accolto la richiesta di sequestro dei beni.

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