'Ndrangheta, confessa omicidio dopo 31 anni: sbagliò a sparare

Roberto Rizzi, in nessun modo legato alla criminalità, è stato assassinato il 20 maggio 1987 a Torino

Il 20 maggio 1987 l'ex collaboratore di giustizia Vincenzo Pavia entra in un bar a Torino e spara alla testa di un uomo, uccidendolo. Trentuno anni dopo, il killer confessa il delitto e svela: la vittima, Roberto Rizzi, è stata uccisa per errore. La somiglianza con il vero obiettivo dell'agguato, Francesco 'Franco il rosso' Di Gennaro, gli è stata fatale. Il mandante è Saverio Saffioti, legato alla 'ndrina dei Belfiore, il cui capobastone è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio del procuratore Bruno Caccia.

Pavia, già condannato per otto omicidi negli anni Novanta, è rimasto in silenzio per oltre trent'anni. Il giorno dopo l'omicidio, leggendo il giornale, si è reso conto di aver ucciso la persona sbagliata, ma ha taciuto. Rizzi, spiega la squadra mobile di Torino che segue l'indagine, nulla aveva a che fare con la criminalità organizzata. Frequentava però lo stesso bar di Franco il rosso, 'I tre moschettieri' di via Pollenzo 37, e gli assomigliava. "Se le nuove indagini confermeranno lo scambio di persona e l'estraneità di Rizzi alla 'ndrangheta, Libera lo ricorderà e racconterà la sua storia come vittima innocente di mafia, restituendogli la dignità che gli è stata strappata", commenta a LaPresse Maria José Fava, referente dell'associazione Libera in Piemonte.

Lo scenario è quello degli omicidi di 'ndrangheta che hanno insanguinato la città e la provincia piemontese negli anni '80. Pavia faceva parte della 'ndrina dei Belfiore, organizzazione criminale calabrese di stampo mafioso originaria di Gioiosa Jonica e radicata anche a Torino, in Francia e Spagna. Il 26 giugno 1986 i Belfiore fanno uccidere, insieme agli Ursini, il procuratore Bruno Caccia. Quando il capo famiglia Domenico 'Mimmo' Belfiore viene condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio del magistrato, il fratello Salvatore detto 'Sasà' assume il ruolo di vertice della 'ndrina. Quest'ultimo aveva trovato in Saffioti un valido, seppur temporaneo, complice.

Di Gennaro viene comunque assassinato da sicari vicini a Belfiore il 24 agosto 1988, sempre all'interno dello stesso bar. Dell'omicidio Rizzi risponderà ora solo Pavia, in quanto Saffioti, tradito dai fallaci legami, è stato ucciso per volontà degli stessi Belfiore nel 1992.

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