'Ndrangheta, blitz contro Molè: traffico droga, armi e slot machine

Reggio Calabria, 24 giu. (LaPresse) - Traffico di stupefacenti, "in maggiore consistenza hashish e cocaina", e traffico di armi come "pistole, mitra e fucili e lavorazioni di silenziatori per pistole" oltre alla gestione delle slot machine sul territorio romano: sono queste le tre principali attività illecite gestite dai 54 arrestati appartenenti alla cosca Molè. Lo ha detto in conferenza stampa il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho, commentando l'operazione dei carabinieri del Ros e dei comandi provinciali di Roma e Reggio Calabria.

La piazza di approvvigionamento dell'hashish era Vibo Valentia mentre la cocaina era importata dall'Albania. Un altro canale di provenienza dello stupefacente era il Marocco, attraverso Spagna, Francia, Calabria e Lazio. "Vi era - secondo gli inquirenti - differenziazione nella sostanza e nei canali di approvvigionamento". Non solo. Le indagini hanno dimostrato che il porto di rifornimento, in questo caso, non era Gioia Tauro. Il traffico di droga ha mostrato una continuità tra la cosca Molè e i Mancuso. Per quanto riguarda invece le armi, è stato individuato un gruppo di persone a servizio delle cosche che si occupava della fornitura e del loro trasporto.

In particolare, il procuratore De Raho, ha sottolineato come alcune di queste produzioni siano state fotografate, indentificando l'artigiano che lavorava le armi nella persona di Giuseppe Belfiore. Lo stesso gruppo di persone si occupava di modificare i numeri di telaio dei macchinari, venduti poi ai Paesi dell'Est. "Altro aspetto importante - ha proseguito il procuratore De Raho - è la gestione delle slot machine e la distribuzione delle stesse sul territorio romano. A dimostrazione che la cosca Molè è in grado di gestire un settore nevralgico", a Roma e nell'hinterland romano. "Anche ad Ostia hanno operato per la distribuzione, ma hanno trovato difficoltà", ha aggiunto il procuratore.

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