'Ndrangheta: arrestato il capo cosca Abbruzzese, considerato ricercato pericoloso
L'operazione della polizia all'alba. Al momento della cattura aveva 2 pistole, munizioni e un documento falso. Salvini: "Cacceremo i mafiosi"

È stato arrestato Luigi Abbruzzese, capo cosca della 'Ndrangheta, inserito nell' elenco dei latitanti pericolosi del Ministero dell'Interno. E' stato preso all'alba di sabato, in Lauropoli di Cassano allo Jonio (Cosenza) dalla Polizia di Stato. L'operazione è stata condotta dagli investigatori del Servizio Centrale Operativo e delle Squadre Mobili di Cosenza e Catanzaro, con il supporto tecnico del Servizio Polizia Scientifica.

Abbruzzese, che attualmente si pone al vertice del cosiddetto 'Clan degli Zingari' e ne è considerato il reggente, è figlio di Francesco Abbruzzese, alias 'Dentuzzo', attualmente detenuto in regime speciale nonché storico capo del medesimo clan 'ndranghetistico egemone a Cassano allo Jonio ed in tutta l'area della Sibaritide (CS). Il latitante, ricercato dal 2015, è stato condannato in primo e secondo grado a 20 anni di reclusione in quanto ritenuto il capo di una organizzazione mafiosa dedita al traffico internazionale di stupefacenti, operante tra il Nord Europa e la provincia di Cosenza. Egli, inoltre, è destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro per traffico internazionale di stupefacenti nell'ambito di una pregressa ed articolata indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.

Le sue ricerche, estese in campo internazionale e da tempo proiettate anche in Germania, hanno consentito, dopo oltre un anno di indagini serrate coordinate dalla Procura Distrettuale di Catanzaro, di ricostruire una fittissima rete di fiancheggiatori appartenenti al nucleo familiare che ne hanno assicurato sistematicamente gli spostamenti, garantendone il sostegno logistico gli approvvigionamenti. La svolta investigativa è pervenuta allorquando gli investigatori della Polizia di Stato hanno accertato il suo rientro in provincia di Cosenza, proveniente dalla Germania, ove per lungo tempo aveva condotto la sua latitanza "attiva", destinata a fungere quale riferimento e autorevole punto di contatto nel traffico di stupefacenti, proveniente negli hub portuali del Nord Europa e destinati alla provincia silana.

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