'Ndrangheta, appalti pubblici truccati: 29 arresti a Reggio Calabria

Reggio Calabria, 9 set. (LaPresse) - La polizia di Stato di Reggio Calabria sta eseguendo numerosi provvedimenti restrittivi, nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, turbata libertà degli incanti, illecita concorrenza con violenza o minaccia e reati in materia di armi. L'indagine mirava a far luce sulle attività criminali delle cosche Commisso e Aquino, egemoni nell'entroterra reggino di Siderno e Marina di Gioiosa Ionica, e di altre consorterie mafiose operanti sul versante ionico reggino, nell'area di Gioiosa Ionica, Natile di Careri, Ciminà e Caulonia. L'indagine ha confermato la leadership di una delle più importanti consorterie della 'ndrangheta del versante ionico-reggino, Commisso, capace di proiettare le sue attività criminali anche in ambito transnazionale, specie in Canada, e ritenuta dedita al condizionamento degli appalti pubblici, con particolare riferimento al settore delle infrastrutture per i lavori di ammodernamento di arterie stradali, acquedotti, edifici scolastici dell'area, nonché alla gestione dei rifiuti solidi urbani e di natura pericolosa nel comprensorio di Siderno e della ionica.

Sono 29 le ordinanze di custodia cautelare eseguite nei confronti dei capi ed affiliati di diverse cosche della 'ndrangheta, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa transnazionale, estorsione aggravata e reati in materia di armi. L'operazione, denominata 'La Morsa sugli appalti pubblici', ha permesso di individuare casi dai quali emergono con evidenza la fortissima pressione esercitata dall'organizzazione criminale sull'economia legale e i meccanismi di estorsione nel settore dei pubblici appalti.

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