'Ndrangheta, 39 arresti tra Reggio Calabria e Como: decapitate cinque locali

Reggio Calabria, 13 nov. (LaPresse) - Dalle prime ore della mattina, i carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria nella Locride e nelle province di Vibo Valentia, Cosenza e Como, stanno eseguendo 39 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda nei confronti di persone a vario titolo indagate per associazione di tipo mafioso, estorsione, porto abusivo e detenzione di armi, usura, illecita concorrenza volta al condizionamento degli appalto pubblici, minaccia, esercizio abusivo dell'attività di credito, truffa, furto di inerti, intestazione fittizia di beni, con l'aggravante di aver agito al fine di agevolare la 'ndrangheta. L'operazione, denominata 'saggezza', ha permesso di individuare cinque locali (una locale è una struttura che organizza la gestione malavitosa di un territorio sul quale si trovano più 'ndrine), attive tra Antonimina (famiglia Romano), Ardore (famiglia Varacalli), Canolo (famiglia Raso), Ciminà (famiglia Nesci) e Cirella di Platì (famiglia Fabiano).

Contestualmente alle ordinanze cautelari sono state sottoposte a sequestro preventivo quattro imprese attive nel settore edile e del taglio boschivo, con relativo patrimonio immobiliare, per un valore economico stimato in 1 milione di euro circa, tutte con sede nella Locride.

I carabinieri hanno individuato il circuito di interessi economici e societari riferibili agli indagati; in particolare, le attività economiche attraverso le quali gli stessi indagati, che le gestivano, conseguivano i propri profitti illeciti, acclarando ipotesi di condizionamento degli appalti pubblici mediante atti di concorrenza sleale, di gestione e controllo diretto ed indiretto di attività economiche nel settore edilizio, nel movimento terra e nel taglio boschivo in località aspro montane; di ostacolo al libero esercizio del voto (condizionandone l'elezione di organi istituzionali quali ad esempio il presidente della comunità montana 'Aspromonte orientale'); un circuito di usura ed esercizio abusivo dell'attività di credito.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata