'Ndragheta, confiscati 30 milioni di euro a imprenditore reggino
L'uomo era stato già raggiunto da due ordinanze di custodia cautelare

La Dia e la guardia di finanza di Reggio Calabria hanno confiscato beni per 30 milioni di euro a un imprenditore reggino di 69 anni, in affari con la figlia 38enne. L'uomo operava nella grande distribuzione e in passato era stato raggiunto da due ordinanze di custodia cautelare, rispettivamente nel 2012 e nel 2013. La prima era scattata nell'ambito dell'operazione 'Assenzio' in quanto indiziato di partecipare, insieme a un altro noto imprenditore locale, a un sodalizio criminale responsabile di evasione e truffe.

La seconda ordinanza invece era stata emessa nell'operazione 'Sistema' per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, in particolare alla cosca 'Tegano-De Stefano', al fine di favorirne gli interessi economici nel settore della grande distribuzione. Un provvedimento restrittivo poi annullato dal tribunale del Riesame.

I beni confiscati oggi consistono nel capitale sociale e il patrimonio aziendale di 4 società di capitali operanti nel settore delle grande distribuzione, insieme a diversi rapporti finanziari, per un valore totale di circa 30 milioni di euro.

La confisca di oggi scaturisce dai meticolosi accertamenti su una "consistente sproporzione tra investimenti effettuati e redditi dichiarati", come si legge in una nota, condotti dalla Direzione investigativa antimafia reggina, che ha ricostruito l'illecita formazione del patrimonio, e dalla guardia di finanza per gli accertamenti a carattere fiscale-tributario.

 

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