"Io, vittima dell'usura: volevano rapire mio figlio"
Parla un imprenditore "strozzato": "Ero come un drogato, un morto vivo". "Attraverso gli usurai la 'ndrangheta è entrata nei negozi di Roma"

"Quando sei sotto usura, sei come un drogato, un morto vivo". Così Antonio Anile ex imprenditore 60enne, caduto vittima dell'usura dieci anni fa, racconta la sua storia a LaPresse.

"Un giorno il mio capo mi chiese di entrare in società con lui - ricorda Anile - diceva di avere una nuova attività e che gli servivano 70.000 euro. Io non avevo quel denaro, le banche mi davano picche perché avevo già un mutuo e le rate della macchina. A quel punto ho radunato i miei collaboratori dicendo loro che il capo voleva chiudere l'azienda e che per aprirne una nuova serviva quel denaro".

"Dall'ultimo banco dell'albergo nel quale facevo le riunioni si è alzato un mio collaboratore molto stretto - dice Anile - mi ha detto che non mi dovevo preoccupare, che i soldi me li avrebbe trovati lui attraverso degli amici.... ho ancora i brividi quando ci penso".

"Io inizialmente esitai - aggiunge - poi, da cretino, cedetti, ricevetti i soldi, li detti al mio capo che scappò subito dopo, e io mi ritrovai ad avere un debito con esponenti della 'ndrangheta di San Luca, che nel giro di poco crebbe, con interessi vertiginosi, arrivando alla fine a un milione e 300 mila euro".

"In quei mesi, subii attentati e minacce, mi sequestrarono, mi ammazzarono di botte, e io nel disperato tentativo di pagare gli interessi, persi tutto, compresa la mia famiglia: in preda al terrore mi trovai a prendere i gioielli di mia moglie, per venderli. Solo quando provarono a rapire mio figlio capii che l'unica strada era denunciare".

Dopo la denuncia, Anile fu messo sotto scorta, cambiò città e si ritrovò solo, lontano da tutto. Oggi collabora con Confesercenti Sos Impresa e aiuta chi è vittima di usura a trovare una strada per uscirne.

"L'usura - spiega Anile - è un reato molto penalizzante per chi è vittima e poco per chi è carnefice. Adesso vivo a Roma e vedo ogni giorno la realtà drammatica dell'usura. Ogni giorno conosco proprietari di negozi e realtà imprenditoriali messe in ginocchio.  Conoscevo tutti gli ex proprietari dei negozi sequestrati negli ultimi anni in via Veneto a causa delle infiltrazioni della 'ndrangheta". "Quelle infiltrazioni erano arrivate attraverso l'usura - conclude - e questo è il vero mondo di mezzo".

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