"Io, seguita la notte, fortunata a non essere stata violentata"
La rabbia su Facebook della figlia del sindaco di Scandicci: "Se fossi maschio non avrei paura di tornare a casa di notte da sola"

"Mi chiedo quante volte ancora dovremmo sentirci ''fortunate'' per non essere state violentate". Anita ha 18 anni, è la figlia del sindaco di Scandicci, in provincia di Firenze, e le sue parole sono taglienti. È la sera di qualche giorno fa, torna a casa dopo un drink e quattro chicchiere con un'amica. Qualcuno la importuna con insistenza, la segue giù dall'autobus, la spaventa.

Con il cuore che scoppia nel petto e il telefono quasi scarico Anita fa la strada più lunga, corre, riesce a dileguarsi. E a tornare salva a casa. Lo shock passa in fretta e al suo posto arriva la rabbia. La rabbia di dover tollerare ancora, nel 2017, che una ragazza non sia al sicuro la notte, sola, nella sua città. Così affida i suoi pensieri a Facebook e il suo post diventa subito virale. "Mi chiedo perché - scrive - non ho la stessa libertà di un mio coetaneo maschio di tornare a casa all'ora che mi pare senza avere il timore di non arrivarci. Mi bruciano le mani all'idea che la mia è una storia come tante, che non c'è niente di straordinario, non è un'eccezione, ma una delle tante cose che compongono la nostra vita, in via del tutto normale, come prendere una multa, o dover buttare l'immondizia".

Poi snocciola alcuni dati dell'Istat: "Nel 2015 in Italia sono 6 milioni e 788 mila le donne che hanno subìto violenza nel corso della propria vita ( fisica o sessuale, senza includere quelle psicologiche). Le vittime di terrorismo da quando esiste il fenomeno dell' ISIS sono 322". E conclude: "Esistono violenze silenziose come questa ancora più radicate e pericolose che producono molti più danni di quei fenomeni che riempiono i giornali ogni giorno".

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