8 marzo, 'Posso essere quello che voglio': ecco la campagna Unicef per la parità di genere

Opportunità, dignità e diritti per tutte le bambine gli obiettivi del progetto, che vede protagoniste la celebre make-up artist Clio Zammatteo, e la campionessa olimpica Valentina Vezzali

Il 10% delle bambine in età da scuola primaria non la frequenta. Nel mondo, circa 15 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni hanno subito stupri o altri tipi di violenza sessuale durante la loro vita. Ogni 3 minuti un'adolescente viene contagiata da Hiv. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l'Unicef Italia lancia la campagna '#8marzodellebambine' con un nuovo rapporto, un video dal titolo 'Posso essere quello che voglio' e un manifesto per la promozione della parità di genere a tutti i livelli.
"Nel mondo 600 milioni di ragazze hanno la potenzialità per diventare imprenditrici, scienziate, visionarie, leader politiche capaci di dare vita a importanti cambiamenti, ma ogni giorno molte di loro incontrano barriere che ostacolano questo percorso. Il nostro impegno deve essere quello di assicurare a tutte le donne, le bambine e le ragazze il rispetto dei loro diritti, della dignità, delle opportunità perché ognuna possa operare le scelte che desidera, senza più alcuna paura o barriera", ha dichiarato Francesco Samengo, presidente di Unicef Italia.

Protagoniste d'eccezione della campagna sono la celebre make-up artist Clio Zammatteo, e la campionessa olimpica Valentina Vezzali. "Come donna, mamma e imprenditrice sono convinta che offrire alle bambine e alle ragazze le giuste opportunità per esprimere sé stesse, superando ogni forma di ostacolo, barriera di genere, sociale o culturale, sia il fondamento per un mondo più equo e sostenibile. Ogni bambina e bambino hanno diritto a realizzare i propri sogni", ha dichiarato Clio Zammatteo.

"Sostengo con convinzione l'uguaglianza di genere come principio cardine per una società sana e migliore - ha affermato Valentina Vezzali - Per i miei figli sogno un futuro nel quale donne e uomini abbiano gli stessi diritti e dove ogni bambina e bambino possa ambire ad essere ciò che desiderano senza dover fare i conti con discriminazioni, pregiudizi e stereotipi.


PROTEZIONE/VIOLENZA - Ancora ora oggi nel mondo, ogni 10 minuti, un'adolescente muore a causa di violenza; la gravidanza e il parto sono le principali cause di morte e malattia tra le adolescenti.
A livello globale circa 15 milioni di ragazze adolescenti tra i 15 e i 19 anni sono state costrette rapporti sessuali o altri tipi di violenza sessuale durante la loro vita. Nel 2017 dei circa 1,2 milioni di adolescenti tra i 15 e i 19 anni che vivevano con Hiv, 3 su 5 erano ragazze; Ogni 3 minuti un'adolescente viene contagiata dal virus dell'Aids.

MATRIMONI PRECOCI - Secondo gli ultimi dati Unicef, il numero complessivo di ragazze sposate da bambine è stimato in 12 milioni all'anno (con una riduzione globale di circa 25 milioni di matrimoni in meno rispetto a quelli previsti 10 anni fa a livello mondiale). Senza un'ulteriore accelerazione, oltre 150 milioni di ragazze in più si sposeranno prima del loro 18° compleanno entro il 2030.

MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI - Nel mondo, almeno 200 milioni di donne e ragazze sono state sottoposte a mutilazioni genitali femminili. Si stima che altre 68 milioni di ragazze subiranno mutilazioni genitali femminili entro il 2030 senza una forte accelerazione nell'azione per porre fine a questa pratica.

ISTRUZIONE - Il 10% delle bambine in età da scuola primaria non la frequenta. Molte altre non possono iscriversi alle scuole secondarie e hanno bisogno di sostegno per sviluppare competenze di base nella lettura e in matematica; 131 milioni di ragazze nel mondo sono fuori dalla scuola.

PARITÀ DI GENERE - Una giovane ragazza su 3 - rispetto a 1 ragazzo su 6 - tra i 15 e i 29 anni, non lavora, non riceve un'istruzione o corsi di formazione; solo il 66% dei paesi hanno raggiunto la parità di genere nell'istruzione primaria, il 45% nell'istruzione secondaria inferiore e il 25% in quella secondaria superiore.


Unicef Italia ricorda inoltre le '5 cose che posso fare ogni giorno':

- Utilizzare un linguaggio rispettoso delle differenze di genere.

- Leggere ai bambini e alle bambine libri che abbiano protagonisti maschili o femminili che non riproducano stereotipi di genere.

- Aggiungere possibilità: sin dalla prima infanzia lasciare i bambini e le bambine liberi di giocare con quello che preferiscono, i colori che preferiscono, i mestieri che preferiscono.

- Praticare l'uguaglianza: dare il buon esempio nel quotidiano dividendosi i compiti del lavoro domestico e della cura.

- Garantire a ogni bambina e a ogni bambino la possibilità di essere ciò che vogliono, lasciando loro la possibilità di essere uguali solo a se stessi.
 

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