Ustica, gip revoca richiesta di archiviazione e dispone nuove indagini

Ustica, gip revoca richiesta di archiviazione e dispone nuove indagini
(Foto Guido Calamosca/LaPresse)

Nei giorni scorsi la Francia si era impegnata a trasmettere tutta la documentazione a Roma

Il Gip del tribunale di Roma, Livio Sabatini, ha restituito alla Procura gli atti sul procedimento per la strage di Ustica del 27 giugno 1980 e disposto nuove indagini. La decisione arriva dopo la revoca della richiesta di archiviazione da parte del procuratore capo Francesco Lo Voi. Nei giorni scorsi la Francia ha annunciato di aver deciso di consegnare tutta la documentazione sul disastro del DC-9 Itavia. L’ambasciata francese aveva comunicato alla Farnesina la disponibilità a trasmettere gli atti, compresi documenti del ministero della Difesa.

Nell’ordinanza il gip del tribunale di Roma Livio Sabatini rileva che la Procura ha ravvisato la necessità di esplorare la “nuova ipotesi investigativa emersa con l’apertura della Francia nel fornire i documenti utili per le indagini”. 

Il legale della figlia di una vittima: “Indagare su ipotesi bomba a bordo aereo”

“Siamo soddisfatti. Siamo riusciti a garantire la possibilità che si indaghi anche sulla pista terroristica della bomba a bordo“. Così l’avvocato Gregorio Equizi, difensore di Giuliana Cavazza, figlia di una delle vittime della strage di Ustica e presidente dell’Associazione per la verità sul disastro aereo. “Non si dimentichi quanto è avvenuto pochi anni dopo la strage di Ustica per il volo Pan Am esploso sopra Lockerbie”, aggiunge Equizi, richiamando l’ipotesi di un attentato.

Ustica, gip revoca richiesta di archiviazione e dispone nuove indagini
(Foto Guido Calamosca/LaPresse)

Gip Roma: “Ammissibili revoca archiviazione e nuove indagini”

Per il gip Sabatini, “la revoca della richiesta dell’archiviazione è ammissibile” e gli atti devono quindi tornare al pm. Il giudice sottolinea che la valutazione sulla reale utilità della nuova collaborazione francese è “sottratta al controllo del Gip” in questa fase. L’ordinanza richiama inoltre la giurisprudenza sulla possibilità per la Procura di revocare la richiesta di archiviazione prima del provvedimento del gip. La decisione, scrive Sabatini, favorisce “un auspicato celere approfondimento investigativo” che potrà portare alla “conferma dell’archiviazione oppure all’esercizio dell’azione penale”. 

La strage e le ipotesi mai chiarite

Il 27 giugno 1980 il DC-9 Itavia, con 81 persone a bordo, precipitò tra Ustica e Ponza. Nel corso degli anni sono state avanzate diverse ipotesi, dal coinvolgimento di Francia, Libia e Stati Uniti alla collisione con un aereo militare, fino al cedimento strutturale e all’attentato. La strage fu rivendicata dal gruppo neofascista dei Nuclei armati rivoluzionari, ma per i giudici si trattò di un depistaggio del ‘Super Sismi’, formatosi all’interno dei servizi segreti militari. Francesco Cossiga, presidente del Consiglio all’epoca dei fatti, avanzò anni dopo l’ipotesi di un missile francese destinato a un aereo su cui viaggiava il leader libico Muammar Gheddafi, che invece colpì il volo civile. La Cassazione ha riconosciuto responsabilità dei ministeri dei Trasporti e della Difesa nei depistaggi e condannato lo Stato ai risarcimenti.

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