Alta velocità Napoli-Bari, 10 arresti per corruzione e sfruttamento del lavoro

Alta velocità Napoli-Bari, 10 arresti per corruzione e sfruttamento del lavoro
Guardia di Finanza (Foto Jacopo Gugliotta/LaPresse)

Interessati i cantieri delle tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano

Corruzione, sfruttamento del lavoro, fatture per operazioni inesistenti e favoreggiamento nell’ambito dei lavori per la linea ferroviaria Alta velocità/Alta capacità Napoli-Bari. I finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Napoli hanno eseguito un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale partenopeo nei confronti di 20 persone, gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, emissione di fatture per operazioni inesistenti e favoreggiamento personale. All’esito degli interrogatori preventivi, il gip ha disposto 10 arresti domiciliari, 5 obblighi di dimora e 5 sospensioni dall’esercizio del pubblico servizio per 1 anno.

Il gip ha inoltre disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, del profitto dei reati di corruzione contestati. L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli, ha riguardato le opere infrastrutturali connesse alla realizzazione della Napoli-Bari e, in particolare, i cantieri delle tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano, nelle province di Napoli, Avellino e Benevento. Gli accertamenti hanno interessato le diverse fasi di gestione delle commesse, dall’affidamento dei lavori all’esecuzione e contabilizzazione, fino ai controlli e ai pagamenti alle imprese, oltre alla gestione dei materiali di scavo e dei rifiuti di cantiere, alla fornitura di calcestruzzo e al noleggio di mezzi e attrezzature.

La stazione appaltante dell’opera, Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Gli accertamenti riguardano invece soggetti operanti negli altri livelli della filiera, tra imprese affidatarie, subappaltatori, fornitori e soggetti incaricati di funzioni tecniche, amministrative e di cantiere. Dall’inchiesta emergerebbe un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e soggetti investiti di funzioni pubblicistiche in grado, per responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere esercitate, di incidere sulla gestione delle commesse e favorire determinate imprese. Un altro filone riguarda lo sfruttamento di lavoratori di origine egiziana e l’impiego di manodopera extracomunitaria irregolare. 

Orologi di lusso e iPhone in cambio di commesse

Regali, denaro contante, orologi di lusso, telefoni cellulari, soggiorni e altri benefici. È il sistema corruttivo ricostruito dalla Procura di Napoli (sostituto procuratore Henry John Woodcock) nell’inchiesta sui lavori dell’Alta velocità/Alta capacità Napoli-Bari, culminata oggi nell’esecuzione di 20 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, a vario titolo, dei reati di corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, emissione di fatture per operazioni inesistenti e favoreggiamento personale. Nell’ordinanza la gip Federica Girardi ricostruisce una serie di utilità che sarebbero state corrisposte per ottenere interventi o trattamenti favorevoli. Tra queste anche somme di denaro consegnate in contanti e nascoste all’interno di pacchi regalo o confezioni natalizie. Tra gli episodi esaminati dagli investigatori c’è la consegna di un iPhone del valore di almeno 979 euro a fronte dell’interesse per l’approvazione di alcuni Stati di avanzamento dei lavori, mentre in un altro caso vengono ricostruite utilità comprendenti un’automobile, un tosaerba del valore di 3.722 euro e almeno 5mila euro in contanti. Sarebbero stati inoltre messi a disposizione soggiorni, anche per familiari, e somme di denaro per ottenere un atteggiamento favorevole nella gestione delle commesse. A Natale 2025, a fronte dell’affidamento di una commessa da 6,7 milioni di euro, vengono regalati cinque orologi di pregio per un valore complessivo di 19.900 euro: tra questi, un Cartier da 7.900 euro e un Longines da 2mila euro.

Turni fino a 20 ore al giorno

Turni di lavoro fino a 20 ore, riposi ripetutamente violati, paghe inferiori a quelle previste dai contratti, condizioni igieniche e di sicurezza ritenute inadeguate e sistemazioni precarie. È quanto emerso dall’inchiesta sui lavori dell’Alta velocità/Alta capacità Napoli-Bari coordinata dalla Procura di Napoli (sostituto procuratore Henry John Woodcock) nel filone che riguarda lo sfruttamento di lavoratori di origine egiziana. Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza della gip di Napoli Federica Girardi, un uomo formalmente dipendente di una società con sede a Portico di Caserta impegnata in lavorazioni e servizi di cantiere, ma operante in realtà come intermerdiario della manodopera, gestiva il sistema di reclutamento, impiego e sfruttamento di lavoratori di origine egiziana. In una conversazione intercettata si parla di “turni di 10, 12, 14, 16, 20 ore” senza giornate festive e con lavoratori che dormivano nelle baracche anche nel mese di agosto. “È come se avesse i carcerati”, dice uno degli indagati parlando dell’intermediario che gestisce la manodopera. Le indagini hanno ricostruito anche un’operazione finalizzata al trasferimento di circa 300mila euro in Egitto, destinati a investimenti immobiliari, da parte dell’intermediario. 

Rifiuti con amianto smaltiti come non pericolosi

 Rifiuti pericolosi provenienti anche dagli scavi in galleria del cantiere della linea Alta velocità/Alta capacità Napoli-Bari, nei quali erano presenti tracce di amianto, sarebbero stati smaltiti utilizzando un riferito a rifiuti non pericolosi provenienti da attività di costruzione e demolizione. È quanto emerge dall’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli (sostituto procuratore Henry John Woodcock) sui lavori della Napoli-Bari, culminata oggi nell’esecuzione di un’ordinanza del gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 20 persone. Secondo quanto ricostruito nell’indagine, i rifiuti provenivano anche dagli scavi in galleria del cantiere di Grottaminarda (Avellino). Le criticità relative alle modalità di smaltimento emergono anche dalle intercettazioni acquisite agli atti. In una conversazione del 27 giugno 2023, uno degli interlocutori richiama espressamente i limiti derivanti dal “protocollo di legalità”, avvertendo: “Per il protocollo di legalità non lo puoi fare, poi se lo vuoi fare è una scelta tua”. In questo contesto arriva l’indicazione di proseguire: “Smaltisci tutto quello che gli devi smaltire, non ti creare problemi e vai avanti”. 

Indagato vicepresidente di Unione industriali

Tra gli indagati nell’inchiesta della Procura di Napoli sui lavori della linea Alta velocità/Alta capacità Napoli-Bari figura anche Antonio Amato, amministratore di una società attiva nel settore nautico e vicepresidente dell’Unione Industriali di Napoli. Amato è indagato per emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, ma il gip non ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di dimora richiesta dalla Procura, ritenendo insussistenti le esigenze cautelari. La posizione di Amato riguarda l’operazione di compravendita di un’imbarcazione nella quale, secondo gli investigatori, sarebbe stata fittiziamente interposta una società attiva nel settore del noleggio, simulando l’acquisto dell’imbarcazione dalla società di Amato e il successivo noleggio a una società impegnata nei lavori della Napoli-Bari, mentre il rapporto commerciale sarebbe in realtà intercorso direttamente tra le due imprese. La stessa imbarcazione compare anche in un distinto episodio dell’inchiesta: nell’agosto 2023 sarebbe stata messa a disposizione di un altro indagato per un tour con la famiglia tra Capri e Ischia. Si tratta però di una vicenda separata che, secondo gli atti, non coinvolge Antonio Amato. 

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