“La precarietà uccide”. Lo ha detto Maurizio Landini, in occasione di un’iniziativa a Palermo, in seguito alla morte di un operaio di 22 anni, Andrea Moretti, precipitato da 10 metri al Colosseo durante i lavori per il nuovo impianto di illuminazione. “La precarietà non è una sfortuna, è legata a forme di lavoro assurde che sono state introdotte. La precarietà uccide. Quel ragazzo morto a 22 anni al Colosseo lavorava in un’azienda in subappalto. Chiediamo da tempo, ci abbiamo fatto un referendum su questa cosa. Questo governo non sta facendo niente, non vuole cambiare nulla”, ha detto il segretario generale della Cgil.
Operaio morto al Colosseo: ipotesi di omicidio colposo
La procura di Roma sta indagando e ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo contro ignoti. Il giovane, secondo i primi riscontri, aveva l’imbracatura indossata ma non agganciata alla fune, che però non sarebbe stata spezzata. Nel cantiere erano presenti altri due operai, tra cui il cognato della vittima, ascoltati dagli investigatori. La tragedia è avvenuta nella notte tra martedì 22 e mercoledì 23 settembre.
Landini: “17 ottobre in piazza per applicare la Costituzione”
“Penso che sia il momento di scendere in piazza e colgo l’occasione per dire a tutti che il 17 di ottobre è ora che ci riprendiamo la parola perché applicare la Costituzione vuol dire aumentare i salari, vuol dire no alla precarietà, vuol dire far funzionare la sanità pubblica, vuol dire garantire il diritto all’istruzione, vuol dire soprattutto affermare una giusta diciamo così giustizia sociale che parte anche da un fisco serio”, ha detto ancora Landini.
“Non può essere che a pagare le tasse sono i lavoratori dipendenti e i pensionati mentre in realtà si fanno gli sconti alla rendita, ai profitti e si favorisce l’evasione fiscale. Credo che sia venuto il momento che le persone riprendano voce e si scenda in piazza per dire basta e per cambiare questa situazione”.

