Roma, studente accoltella insegnante in scuola media

Roma, studente accoltella insegnante in scuola media
(Benvenuti/Lapresse)

Il ragazzo ha spruzzato anche spray urticante. Voleva imitare l’aggressione di Trescore. A fermarlo un compagno

Tragedia sfiorata a Roma, dove uno studente di 13 anni della scuola media ‘Giovanni Verga’ di via Giovanni Gussone ha accoltellato una professoressa.

Prima dell’accoltellamento il ragazzo avrebbe spruzzato dello spray urticante sul volto dell’insegnante. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il 118. La professoressa, in stato di shock, non è in pericolo di vita. Nel pomeriggio è stata dimessa dall’ospedale Vannini: la prognosi per la donna è di 7 giorni.

Il giovane avrebbe anche filmato l’aggressione in diretta social con una diretta diffusa su Telegram, in una chiamata di gruppo. Il telefono del ragazzo è stato sequestrato. Avrebbe indossato un casco con una telecamera: a raccontarlo sono alcuni studenti fuori dalla scuola. “Era un ragazzo bravo, ma prendeva sempre note“, raccontano ancora gli studenti che raccontano anche che il giovane avrebbe anticipato ai compagni il gesto. Sempre secondo le testimonianze a fermare il 13enne sarebbe stato un compagno di scuola.

Il 13enne è stato condotto in caserma accompagnato dai genitori.

Roma, studente accoltella insegnante in scuola media

L’episodio si è verificato questa mattina poco prima delle 10. La scuola si trova nella parte Est della Capitale nella zona della Collatina.

La “rabbia” per un debito ritenuto ingiusto, rabbia che il 13enne ha deciso sfogare emulando l’accoltellamento della professoressa di Trescore Balneario, sarebbe stato il movente dell’aggressione. A raccontarlo sono alcuni studenti fuori dalla scuola.

Il precedente di Trescore Balneario

L’aggressione a danno di una professoressa compiuta da un ragazzino di 13 anni questa mattina nella scuola media ‘Giovanni Verga’ di via Giovanni Gussone a Roma richiama un’altra simile avvenuta lo scorso 25 marzo a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. In quella circostanza a essere aggredita era stata una professoressa di francese, la docente Chiara Mocchi, colpita da un suo alunno davanti alla classe. Anche in quel caso l’aggressione fu trasmessa via social. L’insegnante in quella circostanza era stata ferita gravemente dopo essere stata colpita con diversi fendenti alla gola e all’addome: provvidenziale fu la trasfusione in elisoccorso che le salvò la vita.

I genitori degli altri ragazzi: “Abbiamo paura per i nostri figli”

C’è sconcerto tra i genitori all’esterno della scuola media ‘Giovanni Verga’. “Questa è sempre stata una scuola eccezionale. Non sappiamo cosa stia succedendo a questi ragazzi. Abbiamo paura per i nostri figli e vogliamo più sicurezza e più controlli”, ha detto la mamma di una studentessa della scuola.

Gilda: “Atto intollerabile”

“È inaccettabile dover commentare nuovamente un gravissimo fatto di cronaca ai danni di un insegnante. Questi atti intollerabili rappresentano un’aggressione diretta non solo alla persona ma a tutta l’istituzione scolastica e al ruolo della funzione docente. Stiamo assistendo progressivamente all’erosione dello spazio professionale dell’insegnante e all’involuzione del rapporto scuola – famiglia. La scuola non deve trasformarsi in un territorio di scontro ma deve rimanere un luogo sicuro di formazione, rispetto e crescita civile. La Gilda degli Insegnanti esprime solidarietà nei confronti della collega”. Così in una nota il sindacato Gilda degli insegnanti.

Valditara sente la dirigente della scuola: “Solidarietà a prof accoltellata”

 Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha immediatamente sentito la Dirigente scolastica Wanda Giacomini dell’Istituto ‘Giovanni Verga’ di Roma, “esprimendo vicinanza e solidarietà alla professoressa accoltellata e a tutta la comunità scolastica”. Il giovane aggressore – secondo quanto riporta il Mim – risulta essere sempre stato un ragazzo tranquillo, senza particolari problematiche. Dalle prime informazioni, ancora da confermare, il giovane avrebbe ripreso in video il gesto e potrebbe aver avuto un ruolo nella vicenda “l’influenza dei social e di siti violenti a cui si sarebbe avvicinato negli ultimi tempi”.

Pd: “Vicinanza alla docente, episodio sconvolgente”

“Esprimo, a nome mio e del Partito Democratico, la più profonda vicinanza e solidarietà alla docente aggredita questa mattina in una scuola media di Roma e a tutta la comunità scolastica coinvolta in un episodio gravissimo e sconvolgente. In attesa che le autorità facciano piena luce sulla dinamica e sulle responsabilità di quanto accaduto, il nostro pensiero va innanzitutto all’insegnante, alla sua famiglia, ai colleghi, agli studenti e a tutto il personale della scuola. A loro vogliamo far sentire tutta la nostra vicinanza”. Così Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd. “Ancora una volta un episodio di violenza colpisce la scuola e, insieme ad essa, una figura fondamentale della nostra comunità: l’insegnante. Non possiamo rassegnarci all’idea che chi ogni giorno ha il compito di educare, accompagnare e formare le nuove generazioni possa trovarsi esposto alla violenza proprio nel luogo in cui svolge la propria funzione. La violenza va condannata con fermezza, ma la condanna da sola non basta. Servono strumenti, risorse e una strategia educativa di lungo periodo per prevenire la violenza e contrastare il disagio giovanile. È una responsabilità che riguarda le istituzioni, le famiglie e tutta la società. Alla docente e alla comunità scolastica di Roma rinnoviamo la nostra solidarietà e la nostra vicinanza”, conclude Manzi.

La prof dopo l’aggressione: “Aveva occhi gelidi, senz’anima“

“Aveva gli occhi gelidi, freddi, senza anima”. E ancora: “Sarei anche disposta a incontrarlo, per farmi spiegare tutto quest’odio, questa rabbia verso di me, da che cosa deriva”. La professoressa della scuola media Giovanni Verga di Roma, accoltellata questa mattina da uno studente tredicenne, racconta l’aggressione in un’intervista telefonica esclusiva trasmessa da “Dentro la notizia”, il programma di Gianluigi Nuzzi su Canale 5. “L’ho già perdonato”. La docente ricostruisce quei momenti concitati. “Alle 9 io ero in classe e lui era assente, tant’è che avevo addirittura già fatto l’appello e avevo messo l’assenza a questo ragazzo”. “E intanto ho parlato con un’altra ragazza che aveva avuto il debito anche lei”. Poi, l’ingresso improvviso dello studente. “E mentre parlavo con questa ragazza, che cosa succede? Sento aprire la porta e vedo lui con un caschetto da ciclista e un occhiale con al centro una telecamera”. “Mai al mondo mi sarei aspettata che mi stesse venendo vicino per pugnalarmi”.

“Mi ha colpito tre volte all’altezza dell’ascella sinistra”

Nel racconto della professoressa, il giovane impugnava un’arma da taglio: “Aveva un pugnale di almeno un palmo e mezzo, tra l’altro seghettato. Una cosa terribile”. Quindi le coltellate: “E mi ha colpito tre volte all’altezza dell’ascella sinistra”. “Ma lì ci ha messo la mano Dio”. A colpirla è stato soprattutto lo sguardo dello studente. “Perché quando ho guardato il ragazzo negli occhi, aveva gli occhi gelidi, freddi, senza anima”. “Occhi proprio di qualcuno che ha pianificato un’azione scientemente, lucidamente e che la stava portando a termine”. Nonostante quanto accaduto, la professoressa dice di non avere paura di tornare a insegnare. “No, le posso dire una cosa, non ho paura per niente”. E manifesta la disponibilità a un confronto con il tredicenne: “Anzi, le dirò di più, che sarei anche disposta a incontrarlo, per farmi spiegare tutto quest’odio, questa rabbia verso di me, da che cosa deriva”. Alla domanda sul perdono, la risposta è netta: “Assolutamente, l’ho già perdonato”. 

Locatelli: “Gesto che non ha attenuanti”

“Un ragazzo di 13 anni entra a scuola con l’intenzione di accoltellare la sua insegnante e riprendere tutto per i social. Un atto di una violenza inaudita, che non può avere giustificazioni o attenuanti. La vita di un’insegnante, così come quella di ogni lavoratore, non può mai essere messa a rischio per il desiderio di apparire online. Dobbiamo riflettere su cosa sta accadendo, sulle minacce, sulle violenze, sul ruolo che i social hanno nel trasformare l’odio in normalità e la violenza in contenuto da condividere. Servono regole più rigide per le piattaforme, ma dobbiamo anche fare in modo che i ragazzi comprendano il valore del rispetto e il senso del limite. All’insegnante va tutta la mia vicinanza e l’augurio di una pronta ripresa”. Così in un post su Facebook, il Ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli. 

© Riproduzione Riservata