Mafia, Brusca: “Per aiutare Berlusconi volevamo far ricadere sulla sinistra la colpa delle stragi”

Mafia, Brusca: “Per aiutare Berlusconi volevamo far ricadere sulla sinistra la colpa delle stragi”
Giovanni Brusca nel 1996 (Foto AP/Alessandro Fucarini)

Al leader di Forza Italia anche minacce velate. Legale famiglia Berlusconi: “Da Brusca dichiarazioni inattendibili”

Usare come strumento politico gli attentati mafiosi del 1992 e del 1993, facendone ricadere le colpe sulla sinistra, in modo tale da orientare l’entrata in politica di Silvio Berlusconi. Di questo avrebbero parlato Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella nel 1994, anno della discesa in campo di Berlusconi con il nuovo partito Forza Italia. Lo ha rivelato il boss di San Giuseppe Jato, sentito come testimone, in collegamento da una località segreta, durante un’udienza del processo in corso a Firenze contro Salvatore Baiardo, l’ex gelataio di Omegna (Novara), imputato di calunnia aggravata contro il conduttore tv Massimo Giletti e l’ex sindaco di Cesara (Verbanio Cusio Ossola) Giancarlo Ricca.
Rispondendo al pm Leopoldo De Gregorio, che chiedeva dei rapporti intrattenuti con la politica da Cosa Nostra, Brusca ha poi spiegato che per arrivare a Silvio Berlusconi “ci fu un incontro per dare l’incarico a Vittorio Mangano“, una scelta che avrebbe preso Stefano Bontade, e che al leader di Forza Italia venne fatta arrivare “anche una minaccia velata“, cioè compiere altri attentati “per metterlo in difficoltà” se “non ci avesse dato una mano”.
Nel corso della prossima udienza, che si terrà il 20 settembre, è prevista la testimonianza di Giuseppe Graviano.

Legale famiglia Berlusconi: “Da Brusca dichiarazioni inattendibili”

Il processo a Salvatore Baiardo è diventato, secondo Giorgio Perroni, legale della famiglia Berlusconi, un procedimento che “si è trasformato in un processo a due persone che non sono nemmeno imputate“, Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. È il commento dell’avvocato dopo l’udienza di oggi. Per Perroni da sette mesi il processo sarebbe stato utilizzato per rilanciare la tesi, definita “falsa e assurda”, secondo cui Berlusconi e Dell’Utri sarebbero stati i mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993-94. Un’accusa che, sottolinea il legale, “da trent’anni a questa parte ha conosciuto esclusivamente smentite e archiviazioni”. Al centro dell’udienza anche la deposizione di Giovanni Brusca, ascoltato per ore nonostante abbia dichiarato fin dall’inizio di non avere mai visto né conosciuto Baiardo. Secondo il legale, la sua audizione avrebbe avuto “l’unico scopo di riproporre dichiarazioni che erano già state vagliate e sconfessate in altri processi”. Perroni richiama poi precedenti sentenze nelle quali le dichiarazioni di Brusca su Berlusconi e Dell’Utri sarebbero state ritenute inattendibili. Le sue parole erano state giudicate caratterizzate da “fortissima ambiguità”, da contraddizioni con altri dati processuali e “del tutto inconsistenti ai fini probatori”. Da qui l’interrogativo posto dal legale: “Come può un processo diventare il pretesto per riesumare accuse su fatti già giudicati?”. Perroni considera grave il coinvolgimento di persone che non sono parti del procedimento. Sottolinea inoltre la condizione di Berlusconi, morto da oltre tre anni e “impossibilitato per sempre a replicare”. Per il legale, tutto ciò è “paradossale e gravissimo“, oltre che “vergognosamente ingiusto”.

Barbara Berlusconi: “Intollerabili accuse Brusca, si inseguono teoremi”

“Trovo intollerabile che, ancora oggi, le inverosimili e ridicole affermazioni di persone che si sono macchiate dei delitti più efferati – e che oggi parlano addirittura da uomini liberi – vengano utilizzate per alimentare l’ennesima damnatio memoriae contro mio padre”. Così Barbara Berlusconi commenta le parole di Giovanni Brusca. “Da oltre trent’anni si inseguono teoremi, suggestioni e sospetti alimentati dalle solite procure. Le prove, invece, continuano a mancare. Il processo Baiardo si è trasformato in un processo bis sulle stragi del ’93-’94, riesumando accuse contro Berlusconi e Dell’Utri già archiviate. Una vicenda giudiziaria semplicemente surreale. Mio padre non può più difendersi. Proprio per questo continueremo a farlo noi, ogni volta che sarà necessario”.

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