Soccorritore del 118 ucciso a Sassari, arrestate 4 persone: presunti mandanti l’ex compagna e il nuovo fidanzato

Soccorritore del 118 ucciso a Sassari, arrestate 4 persone: presunti mandanti l’ex compagna e il nuovo fidanzato
L’operazione dei Carabinieri di Sassari (Foto Carabinieri)

L’omicidio fu commissionato, secondo l’accusa, per circa 15mila euro dopo dissidi personali di natura sentimentale e professionale

Sono quattro le persone arrestate dai carabinieri per l’omicidio premeditato di Marco Pusceddu, soccorritore del 118 ucciso a Buddusò, nel Sassarese, il 7 agosto 2025. Le misure cautelari in carcere sono state eseguite all’alba a Iglesias, Nuxis e Carbonia su ordinanza del gip di Sassari, su richiesta della Procura. Due indagati sono ritenuti i presunti mandanti e due gli esecutori materiali del delitto, commissionato, secondo l’accusa, per circa 15mila euro dopo dissidi personali di natura sentimentale e professionale. Le indagini, condotte attraverso intercettazioni e immagini di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire gli spostamenti dei presunti killer e di recuperare una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, ritenuta l’arma del delitto, oltre agli abiti utilizzati quella notte. Gli accertamenti hanno inoltre fatto luce su una precedente aggressione subita dalla vittima a Carbonia il 28 aprile 2025. I quattro sono stati portati nel carcere di Uta. 

L’ipotesi della procura

Un omicidio commissionato dalla ex compagna e dal suo nuovo fidanzato per 15mila euro, pianificato attraverso una serie di incontri e preparato con cura: è questo lo scenario ricostruito dagli investigatori. Secondo l’ipotesi della pm Elisa Succu, accolta dal gip Gian Paolo Piana nella fase cautelare, ci sarebbero due presunti mandanti e due esecutori materiali. A commissionare il delitto sarebbero stati, secondo l’accusa, l’ex compagna della vittima, originaria di Iglesias, e un collega di Pusceddu, anche lui soccorritore del 118, originario di Carbonia e legato sentimentalmente alla donna. I due avrebbero affidato l’incarico a due persone domiciliate nel Sulcis-Iglesiente, che avrebbero ricevuto 15mila euro per portare a termine l’assassinio. È proprio seguendo la traccia dei soldi che gli investigatori avrebbero ricostruito alcuni dei passaggi dell’organizzazione del delitto. Le indagini hanno evidenziato diversi finanziamenti e numerosi prelievi di contante effettuati a ridosso dell’omicidio. L’incrocio dei movimenti di denaro con gli altri elementi raccolti avrebbe inoltre permesso di individuare una serie di incontri tra i presunti mandanti e gli esecutori, ritenuti funzionali alla preparazione dell’agguato. Alla base del delitto ci sarebbero dissidi di natura sentimentale e professionale. È questo, secondo la ricostruzione investigativa, il movente che avrebbe spinto i presunti mandanti a progettare l’eliminazione di Pusceddu. A dare ulteriore consistenza all’impianto accusatorio ci sarebbero anche gli accertamenti scientifici sull’arma e il viaggio compiuto dall’auto utilizzata dai presunti assassini per raggiungere Buddusò e allontanarsi dopo l’omicidio. 

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