La Polizia di Stato di Bologna, all’esito di una operazione della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura bolognese e dalla Procura per i minorenni, ha liberato una operaio 23enne tenuto in ostaggio e ha arrestato tre presunti sequestratori. I dettagli dell’operazione e le fasi che hanno permesso di trarre in salvo la vittima saranno illustrati durante una conferenza stampa che si terrà alle ore 11 presso la sala riunioni della Questura di Bologna a cui interverranno Guglielmo Battisti, dirigente della Squadra Mobile e Michele D’Alonzo, responsabile della sezione criminalità organizzata.
La storia
Era stato rapito lo scorso 1 settembre, caricato con la forza su un mezzo, legato ai polsi con fascette, percosso e condotto in un casolare in mezzo ai boschi e la sua liberazione era condizionata al pagamento, in contanti e con modalità da definire, di una significativa somma di denaro. Gli agenti della Squadra mobile di Bologna sono riusciti a rintracciata la vittima, un operaio di 23 anni, e a liberarlo, arrestando i presunti sequestratori. La vittima, per le percosse subite, anche con un machete, fortunatamente utilizzato non dal lato della lama, riportava lesioni giudicate guaribili in 31 giorni. Sono in corso approfondimenti, coordinati dalla Procura, Dda, e presso il Tribunale dei Minorenni, per chiarire il perimetro in cui è maturato il fatto ragionevolmente riconducibile a contesti collegati al traffico ed al consumo di sostanza stupefacente. Gli arrestati sono giovanissimi, classe 2003 di origine moldava, 2006 di nazionalità italiana e un minore.
A far scattare le ricerche la fidanzata del ragazzo che, assieme a un amico, era andata a sporgere denuncia perché non si avevano più notizie del 23enne. Il suo cellulare aveva smesso di funzionare, poi le comunicazioni erano riprese nella notte. Le prime attività di indagine si sono concentrate nel Comune di San Lazzaro in Savena dove, dopo una elaborata trattativa, i sequestratori hanno richiesto che venisse abbandonato, in aperta campagna, uno zainetto contenente la somma richiesta per il riscatto. Sul luogo, isolato, indicato per l’abbandono dello zaino, tuttavia, vi era un imponente dispositivo predisposto dagli uomini della Squadra Mobile della Questura Bolognese. L’intervento ha consentito, da subito, di rintracciare e liberare il rapito mentre era condotto, in auto, da uno dei presunti sequestratori che veniva bloccato e tratto in arresto. Le successive attività, protrattesi ininterrottamente per tutta la giornata, consentivano, poi, di rintracciare e trarre in arresti i due presunti complici.

