Scarcerato dopo molestie su 13enne, il pm ricorre al Riesame contro la decisione del gip di Torino

Scarcerato dopo molestie su 13enne, il pm ricorre al Riesame contro la decisione del gip di Torino
Presidio di Fratelli d’Italia davanti alla Questura di Torino. (Foto: Daniele Solavaggione/LaPresse)

L’azione della Procura arriva dopo che ieri il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto l’invio di ispettori al Tribunale del capoluogo piemontese

Sarà il Tribunale del Riesame a valutare la decisione del gip di Torino che ha escluso la convalida del fermo del 42enne accusato di aver molestato una tredicenne all’interno del proprio negozio, applicandogli soltanto l’obbligo di firma. La Procura ha infatti deciso di impugnare il provvedimento, ritenendo non congrua rispetto alla gravità del fatto la misura cautelare adottata.

Il giudice, pur riconoscendo la presenza di gravi indizi di colpevolezza, ha escluso il pericolo di fuga e ritenuto sufficiente la presentazione periodica alla polizia giudiziaria. Sul caso è intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha disposto l’invio degli ispettori ministeriali al Tribunale di Torino per verificare la correttezza formale della decisione.

Scarcerato dopo molestie su 13enne, il pm ricorre al Riesame contro la decisione del gip di Torino
La saracinesca abbassata del minimarket dove il 28 agosto si sono consumate due violenze sessuali, una delle quali ai danni di una tredicenne. (Foto: Fabio Ferrari/LaPresse)

Anm: “Provvedimenti si possono criticare ma no attacchi scomposti”

“Un magistrato – il sostituto procuratore di Torino – davanti a un’odiosa violenza sessuale, ovvero il palpeggiamento di una ragazzina di 13 anni, ha chiesto il carcere per un uomo accusato di aver commesso il fatto. Un altro magistrato, il giudice per le indagini preliminari, ha disposto invece un’altra misura cautelare, ovvero l’obbligo di firma. Un provvedimento che ovviamente si può criticare, ma soprattutto si può contestare secondo quanto previsto dalle stesse regole procedurali, ricorrendo al tribunale del Riesame ed eventualmente in Cassazione”, ha dichiarato il presidente dell’Anm Giuseppe Tango. “Non è una decisione definitiva – ha aggiunto -. Non è neanche una sentenza, oltre a non essere né una condanna né un’assoluzione. Davanti a questo quadro sono stati diversi gli attacchi scomposti da parte di autorevoli esponenti del governo, che sono andati oltre la critica. Ed è questo che stigmatizziamo con forza, così come riteniamo del tutto non ortodosso l’invio degli ispettori che non hanno il compito di valutare il merito dei singoli procedimenti”.

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