La Polizia di Stato, attraverso la Sezione operativa per la sicurezza cibernetica di Aosta e con il coordinamento della Procura di Torino, ha concluso un’indagine di contrasto alla pedopornografia online durata oltre 6 mesi e culminata nell’arresto di una coppia residente in provincia di Aosta, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale torinese. L’indagine, avviata a seguito di una segnalazione internazionale pervenuta al Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (C.N.C.P.O.) del Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica, ha permesso di rilevare la presenza all’interno di un account web di circa 45 file contenenti materiale pedopornografico sincronizzati in rete.
I contenuti multimediali hanno presentato fin da subito caratteristiche tali da far ritenere agli investigatori che non si trattasse di materiale semplicemente reperito in rete, facendo emergere l’ipotesi di una produzione diretta dei contenuti. L’analisi delle tracce informatiche ha quindi consentito ai poliziotti della Sosc di ricostruire le connessioni Internet riconducibili agli indagati e di acquisire ulteriori elementi investigativi, sulla base dei quali l’autorità giudiziaria ha emesso un decreto di perquisizione locale, personale e informatica nei confronti della coppia. Dall’esame dei dispositivi in uso ai due indagati, effettuato negli uffici della Polizia postale, è emersa la detenzione di numerosi file contenenti materiale pedopornografico, alcuni dei quali sarebbero stati prodotti direttamente dalla coppia e vedrebbero coinvolto il nipote, in età preadolescenziale.
È stato accertato come il minore venisse spesso affidato alla coppia per ragioni di carattere familiare e tale circostanza avrebbe favorito il suo coinvolgimento in pratiche sessuali, che venivano registrate con lo smartphone dagli indagati. A carico degli arrestati, portati in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria, vengono contestati la produzione di atti sessuali con minorenne, la detenzione di materiale pedopornografico e il compimento di atti sessuali con minorenni, fatti aggravati dall’aver commesso gli atti ai danni di vittima sotto i 16 anni affidata alla loro custodia.

