Condanna a 18 anni di carcere. E’ questa la sentenza emessa dai giudici della corte d’assise del tribunale di Lucca nei confronti di Cinzia Dal Pino, l’imprenditrice balneare viareggina ritenuta colpevole di omicidio volontario per aver ucciso il 52enne marocchino Noureddine Mezgui investendolo con il suo Suv l’8 settembre 2024 nel quartiere Darsena di Viareggio (Lucca), dopo che l’uomo le aveva rubato una borsa. La pm Sara Polino aveva chiesto per l’imprenditrice la pena dell’ergastolo perché non avrebbe tentato di fermare l’uomo, ma di aggredirlo e sopraffarlo, agendo con “volontà omicidiaria” e con l’intento di “punirlo come forma di giustizia privata”.
La difesa di Dal Pino, rappresentata dagli avvocati Enrico Marzaduri e Alberto Gargani, aveva chiesto alla corte di riformulare il reato contestato alla donna, ridimensionandolo a eccesso colposo di legittima difesa, o tutt’al più a eccesso preterintenzionale perché la donna, avevano sostenuto, voleva recuperare la borsa, piena di effetti personali per lei delicati, ma senza intenzione di vendicarsi per quella che la difesa definiva “una rapina” in quanto Mezgui, detto “Said”, l’avrebbe minacciata e aggredita con un coltello, mai ritrovato.
Dal Pino: “Volevo solo fermarlo”
Nel settembre 2024, durante l’udienza di convalida del fermo, la donna aveva reso dichiarazioni spontanee sostenendo di non aver avuto intenzione di uccidere il 47enne ma solo di volerlo fermare perché poco prima gli aveva scippato la borsa, spiegando inoltre di non aver potuto chiamare la polizia perché il suo telefono era proprio nella borsa che le era stata portata via.
Legali Dal Pino annunciano ricorso in Appello
“Aspetteremo il deposito delle motivazioni della sentenza, dopo di che ricorreremo certamente in appello”. Così l’avvocato Enrico Marzaduri, difensore dell’imprenditrice viareggina Cinzia Dal Pino dopo la sentenza della Corte d’assise di Lucca. La Corte ha stabilito l’espiazione della condanna alla detenzione domiciliare. “Noi avevamo avanzato soluzioni giuridicamente diverse – ha spiegato l’avvocato Marzaduri – non certo quella dell’omicidio volontario, bensì un eccesso colposo di legittima difesa con ovvie ripercussioni sull’entità della pena”.

