L'unità di crisi comunica che c'è il pericolo che altri seracchi di ghiaccio possano staccarsi. Chiuse tutte le vie d'accesso al massiccio delle Dolomiti

Proseguono le ricerche a seguito del crollo di un gigantesco seracco di ghiaccio della Marmolada. “Abbiamo risolto la questione delle auto parcheggiate e abbinate a dispersi e persone in vita. Non ne rimane nessuna da attribuire il bilancio attuale è di 7 cadaveri di cui 4 riconosciuti 2 in fase di riconoscimento, 1 sconosciuto. 8 feriti, 1 dimesso. 5 dispersi”. Lo apprende LaPresse da fonti investigative. Attorno a mezzogiorno 4 turisti stranieri che avevano lasciato l’auto al parcheggio ai piedi della Marmolada, e dunque inseriti nella lista degli eventuali dispersi, hanno recuperato il mezzo. Identificato anche il giovane ricoverato a Treviso, si tratta di un ragazzo di Fornace, in Trentino. Le operazioni, nonostante le condizioni meteo siano in miglioramento, vengono effettuate solo dall’alto con droni dotati di termocamere e un elicottero speciale della Guardia di finanza in grado di localizzare i segnali dei cellulari anche se sepolti sotto metri e metri di neve.

“Per quanto riguarda i soccorsi, i droni stanno sorvolando le zone dove abbiamo individuato reperti tecnici e umani. È stato tutto prelevato in sicurezza”. Lo ha detto Maurizio Dellantonio, presidente del Soccorso alpino nazionale, incontrando la stampa a Canazei per fare il punto delle operazioni. “Chi di dovere sta comparando i reperti organici e umani raccolti. È un lavoro lungo quello di mettere in relazione i reperti con gli esami del Dna”. I reperti umani recuperati dal Soccorso alpino sulla Marmolada sono all’esame dei carabinieri del Ris. Nei prossimi giorni è previsto un abbassamento della temperatura, una condizione che potrebbe agevolare le operazioni di ricerca. Si sta anche pensando di installare delle stazioni e dei sensori che, in caso di distacchi anche solo eventuali, diano l’allarme sonoro. “Si tratta di un’operazione non semplice, pensiamo solo cosa comporta portare l’energia a quelle quote” ha aggiunto Maurizio Dellantonio in conferenza stampa. Le condizioni della parte superiore della montagna vengono monitorate dal personale della Protezione civile della Provincia autonoma di Trento, anche attraverso l’impiego di interferometri e radar doppler, ossia speciali apparecchiature di monitoraggio che misurano i movimenti della parete ghiacciata.

Giovedì partiranno le ricerche via terra nella parte più bassa della slavina. L’attività dei droni non è più sufficiente, fanno fatica ad individuare qualcosa se non è evidente a causa dello scioglimento del ghiaccio. Verranno posizionate delle sentinelle per eventuali via di fuga in caso di distacco e saranno utilizzati anche i cani.

“La chiusura della Marmolada interessa attualmente una zona generica. Prima di ipotizzare riaperture in sicurezza dovremo avere a disposizione studi effettivi da parte di esperti. Solo così saremo in grado di prendere delle decisioni. È chiaro che parliamo di una data che oggi non possiamo nemmeno pensare di mettere nel calendario”. Lo dice il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard.. “Presumibilmente sabato sarà dichiarato lutto cittadino” ha aggiunto il primo cittadino. Domani in procura a Trento si terrà una riunione operativa tra gli organi inquirenti che indagano sulla tragedia della Marmolada “sulla linea d’indagine da impostare”. Il procuratore capo, Sandro Raimondi, ha infatti aperto un fascicolo contro ignoti per disastro colposo.

“Abbiamo parlato della tragedia della Marmolada come elemento simbolico di quello che il cambio climatico se non governato sta producendo nel mondo. “. Così il capo dello Stato, Sergio Mattarella, rispondendo alle domande al termine del colloquio con il presidente del Mozambico. “Questo del clima richiede una forte collaborazione, senza una piena collaborazione di tutti non potrà essere governato”, aggiunge. “Voglio ringraziare il Governo turco per le condoglianze espresse al popolo italiano per il crollo avvenuto sulla Marmolada. È un gesto di vicinanza che ho apprezzato molto”. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ad Ankara.

Sette le vittime accertate al momento, 3 i corpi identificati, altrettanti in fase di riconoscimento e 1 sconosciuto, 8 feriti di cui 2 in gravissime condizioni negli ospedali di Trento, Belluno e Treviso e uno dimesso. “Un bilancio provvisorio che potrebbe diventare ancora più drammatico – dice a LaPresse il capo della procura di Trento, Sandro Raimondi -. Come atto dovuto abbiamo aperto un fascicolo d’indagine contro ignoti per disastro colposo. Invitiamo tutti a non raggiungere il luogo del disastro per non intralciare i lavori dei soccorritori. Non faremo sconti a chi contravverrà al divieto di accesso”.  Con il rischio di altri collassamenti, uno di assestamento si è verificato nel pomeriggio, è impossibile per ora raggiungere l’area con squadre terrestri. Tant’è che anche l’elicottero con a bordo il premier Mario Draghi ieri è stato costretto a cambiare rotta e ad atterrare a Verona per poi proseguire in auto fino al palaghiaccio di Canazei dove è stata allestita la camera ardente e un punto di ascolto da parte di ‘Psicologi per i popoli’ per dare sostegno ai familiari di vittime e dispersi.

“In queste 36 ore la risposta operativa è stata importante ed ha visto una collaborazione proficua tra forze diverse – ha detto il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio -. Il sistema nazionale è a disposizione per supportare le attività in questa grande tragedia”. A passo Fedaia è arrivato anche un elicottero speciale della Guardia di finanza. Attrezzato con il sistema ‘Imsi catcher’ per intercettare i segnali di cellulari accesi, anche sotto diversi strati di neve, il mezzo ha iniziato a sorvolare il luogo della tragedia. Gli inquirenti hanno accertato la proprietà di 4 delle 16 auto parcheggiate nei pressi dei sentieri che portano al ghiacciaio. Tutte avevano targhe straniere: 1 tedesca, 2 ceche e una ungherese.

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