La cerimonia alle 19 a Palazzo Chiablese con il comandante dei carabinieri nel nucleo Tutela del Patrimonio Culturale

Uno straordinario ritratto realizzato da Tiziano e ritenuto perduto è stato recuperato dai carabinieri del nucleo Tutela del Patrimonio culturale di Torino: oggi la cerimonia di restituzione. Alle 17 del 19 maggio sarà restituito allo Stato italiano a Palazzo Chiablese a Torino, alla presenza del generale Roberto Riccardi, comandante del comando carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale e dell’architetto Luisa Papotti, soprintendente della Città di Torino.

Il titolo dell’opera è “Ritratto di gentiluomo con berretto nero” attribuito al pittore Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1490 ca – Venezia 1576), sequestrato nell’ambito di una attività di indagine internazionale.

Le indagini

L’indagine ha origine da una richiesta inoltrata nel 2020 all’Ufficio Esportazione di Torino da parte di una coppia di collezionisti piemontesi che dichiaravano il rientro in Italia dalla Svizzera dell’opera d’arte per l’esecuzione di alcuni esami diagnostici. Il valore dell’opera si aggirerebbe intorno ai 7 milioni di euro. Gli accertamenti successivi hanno dimostrato l’esportazione illecita della tavola dal territorio italiano. L’opera è stata sequestrata a giugno del 2021 dai Carabinieri TPC con un provvedimento della Procura della Repubblica di Torino al termine di una complessa attività investigativa e un articolato procedimento penale; è stata quindi confiscata e ora sarà restituita allo Stato per essere studiata ed esposta nuovamente al pubblico.

I Carabinieri, in collaborazione con i funzionari della Soprintendenza di Torino, oltre a ricostruire la storia del prezioso dipinto, hanno documentato la violazione delle prescrizioni sull’esportazione dell’opera in assenza di autorizzazione, che è stata trasferita illecitamente dall’Italia alla Svizzera. L’importante e recente riforma legislativa che ha introdotto il nuovo articolo 518 undecies del Codice Penale1 ha previsto infatti un forte inasprimento delle pene (la reclusione da due a otto anni e la multa fino a euro 80.000) per coloro che trasferiscono all’estero beni culturali, cose di interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, bibliografico, documentale o archivistico o altre cose oggetto di specifiche disposizioni di tutela ai sensi della normativa sui beni culturali, senza attestato di libera circolazione o licenza di esportazione. Inoltre, l’attuale impianto normativo di tutela del patrimonio culturale prevede la confisca dei beni indicati all’articolo 518-undecies, che hanno costituito l’oggetto del reato.

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