La Guardia Costiera ha soccorso il natante con quasi 300 persone a bordo a 20 miglia di Lampedusa

 Morire di freddo a pochi chilometri dall’Europa, ad un passo dalla fine del peggiore degli incubi, durato anni, fatto di prigionia nei campi libici, sevizie, violenze sessuali, fame e malattie. Quando sono saliti a bordo della carretta del mare lunga una ventina di metri, i sette uomini bengalesi pensavano di avercela fatta e invece sono morti per ipotermia sul barcone diretto sulle coste siciliane insieme ad altri 273 disperati in cerca di una speranza. Quando i marinai della guardia costiera italiana li hanno soccorsi in mare, a 20 miglia dall’isola di Lampedusa, tre di loro erano già morti e altri sei erano in condizioni disperate. Di questi nella folle corsa verso Lampedusa sono sopravvissuti in due. Per gli altri quattro non c’è stato nulla da fare. Hanno chiuso gli occhi per sempre a bordo della motovedetta italiana. I quattro medici a bordo hanno tentato di tutto per strapparli alla morte, ma a fine gennaio, nel canale di Sicilia è un’impresa titanica sopravvivere su un barcone che imbarca acqua, per giorni con il vento gelido che sferza sui vestiti inzuppati.

 Una nuova tragedia dell’immigrazione si è dunque consumata alle porte d’Europa. Sette nuove bare allineate in porto a Lampedusa dopo i naufragi di quest’estate, dopo le centinaia di corpi riportati sull’Isola in questi anni. Speravano nella consueta tregua invernale a Lampedusa, si auguravano che nessuno partisse con il mare in burrasca e le temperature proibitive. Invece in questo inizio di 2022 gli sbarchi hanno continuato a susseguirsi tanto che oggi nell’hotspot di contrada Imbriacola c’erano 650 persone, quasi il triplo in più della capienza massima. Il sindaco Totò Martello da tempo ha abbandonato la diplomazia e la cortesia verso le istituzioni. “Ancora una tragedia, ancora una volta piangiamo vittime innocenti, ancora sette vittime. Il governo italiano e l’Europa hanno dimenticato Lampedusa, si sono girati dall’altra parte per non guardare i tanti cadaveri – sottolinea Martello – Qui continuiamo a fare la nostra parte tra mille difficoltà, ma non possiamo andare avanti da soli ancora per molto”.

 Dai primi accertamenti sulle vittime la causa della morte quasi certamente è dovuta all’ipotermia. Sull’ennesima tragedia nel canale di Sicilia il procuratore capo di Agrigento ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, con l’ipotesi di reato di “morte come conseguenza di altro reato”. E da Palermo, il sindaco Leoluca Orlando annuncia: “Proprio in queste ore ho inviato una lettera alla nuova Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, sottolineando l’urgenza di istituire RECS (Rescue European Civil Service), un organismo europeo che si faccia carico del salvataggio delle vite in mare. Un appello che rilancio, con ancora più forza, dopo il dramma avvenuto stanotte. L’Unione europea ha il dovere di lavorare per rendere il Mediterraneo un luogo di pace e di dialogo e non può rimanere indifferente ad un vero e proprio genocidio”.

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