Solo oggi quattro morti, due in Puglia, uno a Roma e uno a Bolzano. Una strage che peggiora ogni giorno

ORE 15.09 – Ancora un morto sul lavoro, questa volta a Roma dove un operaio è morto dopo essere caduto da un’impalcatura posta all’undicesimo piano di un palazzo in viale America 311, all’Eur. Poche le informazioni al momento sulla dinamica dell’incidente: sul posto gli agenti del commissario Esposizione e volanti della Polizia. 

ORE 14.05 – Un operaio è morto nel crollo del solaio di una palazzina in fase di ristrutturazione a Mesagne (Brindisi). Aveva 41 anni e viveva a Mesagne. La tragedia è avvenuta nella tarda mattinata nel cantiere di via Maiella. Sul posto, oltre al personale del 118, i carabinieri e gli ispettori del Servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro (Spesal). Da chiarire le cause che hanno determinato il cedimento.

ORE 11.40 – Un operaio è morto dopo essere stato investito da un mezzo pesante sull’autostrada A14 Bologna-Taranto, nel tratto compreso fra Poggio Imperiale e San Severo (Foggia). L’incidente è avvenuto poco prima delle 8. “L’uomo, un addetto di un’impresa esterna, è stato travolto durante la fase di installazione di un cantiere correttamente presegnalato”, spiega Autostrade per l’Italia in una nota pubblicata anche sul sito internet della società. Sul luogo dell’incidente sono “intervenuti i soccorsi sanitari e meccanici, le pattuglie della polizia stradale e il personale della direzione di Tronco di Bari di Autostrade per l’Italia. Il traffico, al momento, circola su una sola corsia e non si registrano turbative al traffico”, conclude la nota.

ORE 9.00 – A perdere la vita un agricoltore di 59 anni originario di Lana, in provincia di Bolzano, rimasto schiacciato dal trattore mentre era al lavoro nel terreno di sua proprietà a Rifiano. In corso le indagini da parte dei carabinieri: da una prima ricostruzione, l’uomo stava caricando delle casse di mele sul trattore quando il mezzo, per cause ancora non note, si è ribaltato. Il 59enne è rimasto schiacciato tra il trattore e un palo di cemento ed è morto sul colpo. I soccorritori hanno solo potuto constatare il decesso.

MARTEDI’ 28 SETTEMBRE – Sei le vittime martedì.

Non si ferma la Spoon River dei morti sul lavoro. Da Milano, Torino fino a Padova e in provincia di Pisa si allunga la lista delle vittime ‘bianche’ che fino ad agosto, secondo i dati Inail, erano 677. A Milano, due operai sono stati trovati morti, martedì mattina, in un deposito di azoto liquido dell’ospedale Humanitas di Rozzano, nel Milanese. I due, Singh Jagdeep, 42 anni, nazionalità indiana, residente a Piancogno, e il bresciano Emanuele Zanin, 46 anni, dipendenti della ditta di autotrasporti bergamasca Pe, erano arrivati con un camion cisterna per riempire un serbatoio nel Campus Ricerca dell’ospedale, ma qualcosa è andato storto. I due sono stati investiti da una perdita di gas mentre stavano ricaricando una cisterna di azoto liquido, usato nei laboratori dell’università e per alimentare l’impianto antincendio, per cause tutt’ora in corso di accertamento.

Un operaio è morto cadendo da un’impalcatura a Nichelino, nell’hinterland torinese. L’incidente in via XXV Aprile, l’uomo, di cui non sono state rese note le generalità, sarebbe caduto da un’altezza di circa due metri. A Padova è morto un operaio della ditta Lavor Metal di Loreggia, nella provincia patavina. L’uomo stava lavorando su un’impalcatura a un’altezza di 5 metri al momento di una caduta poi rivelatasi fatale, come confermano i carabinieri di Padova giunti sul posto.

In provincia di Pisa è morto decapitato da una trebbiatrice un uomo di 54 anni: l’incidente è avvenuto attorno alle 20.40 a Pontasserchio in via Pasteur. Il 18 settembre un operaio di 48 anni, Giuseppe Siino, palermitano di origine, è deceduto per le conseguenze dei traumi riportati in un incidente avvenuto nello stabilimento della Alma Spa di Campi Bisenzio (Firenze), azienda tessile specializzata nella produzione di moquettes. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato schiacciato da un rullo di un macchinario dal quale lo hanno estratto i vigili del fuoco. La procura di Firenze, come da prassi, ha aperto un fascicolo per appurare la dinamica dei fatti e le circostanze. “Siamo di fronte a una strage perché ogni giorno continua a morire qualcuno sul posto di lavoro. Fin tanto che la sicurezza viene considerata un costo e non un investimento la situazione non cambia”, l’amaro commento del segretario della Cgil Maurizio Landini, a cui hanno fatto eco anche le altre sigle sindacali.

LA LUNGA LISTA DI VITTIME SUL LAVORO

Il 16 settembre a perdere la vita è stato un operaio di 59 anni, a Marano in provincia di Napoli. Mentre tinteggiava la facciata di una villetta è caduto dall’impalcatura di 4 metri battendo la testa a terra. Il 59enne è morto sul colpo e non indossava il casco protettivo. Era con un collega, entrambi pare fossero ‘in nero’. E cadendo da un’impalcatura è morto, lo stesso giorno ma a Genova, anche un 54enne, che lavorava a un palazzo in ristrutturazione. Martedì, invece, la nona vittima del lavoro in Trentino da inizio anno: Giovanni Delpero, 58 anni, da 30 addetto alla cabinovia che porta al ghiacciaio Presena. Mentre una settimana fa, domenica scorsa, un uomo di 33 anni è rimasto schiacciato dall’albero che stava tagliando in un agriturismo di Ghizzano (Pisa).

Tre vittime ci sono state solo l’8 settembre. La prima a Napoli, un 59enne morto nel cantiere della metropolitana; la seconda a Pietrasanta, in provincia di Lucca, un 54enne rimasto schiacciato da due lastre di marmo; la terza a Castiglion Fiorentino (Arezzo), un 73enne caduto da un’altezza di circa 6 metri da un albero in un’azienda agricola.

Il 3 agosto invece è stata Laila El Harim, 41enne della provincia di Modena, a perdere la vita: è rimasta incastrata nella fustellatrice della ditta Bombonette di Camposanto. Due giorni dopo, il 5 agosto, è morto un operaio di 53 anni in un cantiere dell’autostrada A15 nei pressi di Parma, mentre il 9 agosto un altro operaio di 47 anni a San Giovanni Rotondo, nel Foggiano, è rimasto schiacciato da una lastra di calcestruzzo, e il 10 agosto un operaio di 36 anni è precipitato da un’altezza di circa 8 metri a San Paolo d’Argon, nel Bergamasco.

Murales in onore di Luana D'Orazio morta in un incidente sul lavoro

Murales in onore di Luana D’Orazio morta in un incidente sul lavoro

A riaccendere i riflettori sugli incidenti sui luoghi di lavoro era stata la morte di Luana D’Orazio, la giovane mamma di 22 anni schiacciata da un macchinario il 3 maggio mentre lavorava in un’azienda tessile di Montemurlo, in provincia di Prato. Secondo la Procura, l’orditoio sarebbe stato manomesso per velocizzare la produzione. In Italia si muore ogni giorno per lavoro. Solo nei primi sei mesi di quest’anno l’Inail ha registrato 538 vittime, 3 al giorno.

Già il 29 aprile in poche ore si era verificata una strage: una trave aveva ceduto nel deposito Amazon di Alessandria, investendo sei persone e causando un morto e cinque feriti, mentre nel porto di Taranto aveva perso la vita un gruista di 49 anni, precipitato sulla banchina, e a Montebelluna (Treviso) un operaio di 23 anni era stato investito da un’impalcatura, morendo sul colpo. Il 6 maggio a Pagazzano, nel bergamasco, un uomo di 46 anni era rimasto schiacciato da una lastra di cemento staccatasi dalla gru che stava manovrando. Il giorno successivo il dramma a Busto Arsizio, in provincia di Varese. A perdere la vita Cristian Martinelli, 49 anni, schiacciato da un tornio meccanico mentre era al lavoro in un’azienda di estrusione di materie plastiche.

Il 18 maggio ha perso la vita Armando Rocco Mita, contadino di San Mauro Forte in provincia di Matera, travolto dal trattore. Nelle stesse ore a Croara di Gazzola, in provincia di Piacenza, un operaio di origine ucraina è stato schiacciato da un cancello di acciaio che stava montando in un cantiere edile e si è sganciato dalle guide. Le due morti si aggiungono a quella di Sergio Persico, 53 anni, di Orio al Serio, mulettista morto il 17 maggio a Spirano. La sua è stata la terza morte bianca in una decina di giorni nella provincia orobica. Il 6 maggio a perdere la vita è stato Maurizio Gritti, 46 anni, di Calcinate, titolare di una impresa edile schiacciato da una lastra di cemento armato che stava posizionando. Appena due giorni dopo un altro lavoratore di San Paolo d’Argon, in provincia di Bergamo, ha perso la vita in un cantiere di Tradate (Varese). Marco Oldrati, questo il nome dell’artigiano, aveva 52 anni ed è caduto da una impalcatura da circa 4 metri di altezza.

Il 28 maggio in un’azienda alimentare del Pavese, la Digima di Villanterio, che si occupa di raccolta e lavorazione dei sottoprodotti della macellazione, si è rotta una tubazione di vapore, che conteneva ammoniaca, travolgendo due operai che hanno perso la vita. Due giorni dopo, il 30 maggio, un grave incidente sul lavoro in una fonderia di Torbole di Casaglia, nel Bresciano, è costato la vita a operaio di 55 anni, morto mentre stava pulendo un condotto.

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