L'attore e amico del fondatore di Emergency: "Una perdita per il mondo intero, uomini di questo valore sono rarissimi"

“La perdita di Gino Strada è una perdita per il mondo intero, uomini di questo valore sono rarissimi. Aveva un sentimento che lo animava di giustizia, di amore e rispetto per l’integrità della vita umana, la dignità e l’uguaglianza. Quando Ippocrate ha espresso il suo giuramento era come se avesse davanti Gino Strada”. È il ricordo di Moni Ovadia, intervistato da LaPresse, dopo la scomparsa di Gino Strada, fondatore di Emergency: l’attore scrisse la prefazione al libro di Strada ‘Pappagalli verdi-Cronache di un Chirugo di guerra’, del 2002.

“Gino Strada era un essere umano, un medico, unico nel suo genere.- dice il musicista e scrittore -. Ha dato tutto se stesso, sia come organizzatore di un progetto straordinario” come Emergency “tra i più importanti che abbiano visto la luce nel Secondo dopoguerra, sia come chirurgo”. Il ricordo di Ovadia prosegue: “Una volta mi disse: io sto bene quando sono in sala operatoria. Voleva vedere tornare alla vita persone che rischiavano di perderla”. “Il momento più sacro per lui era quando gli capitava di operare un bimbo neonato e gli salvava la vita. Gino diceva che in quel momento ‘quando lo vedo ritornare alla vita, è per me il momento più grande’. Aveva un sentimento verso la vita come io non ho mai incontrato in altre persone”, racconta Ovadia a LaPresse.

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