Secondo i magistrati i tre fermati hanno agito "in assoluto spregio delle più basilari regole di sicurezza"

Se venisse accertata la responsabilità la pena sarebbe elevatissima. A dirlo sono i magistrati della procura di Verbania nel decreto di fermo emesso nei confronti di Luigi Nerini, amministratore delegato della società che gestisce l’impianto, di Gabriele Tadini, caposervizio sull’impianto e di Enrico Perocchio, dipendente della ditta Leitner, per l’incidente della funivia del Mottarone. Le “tragiche conseguenze” della loro “sconsiderata condotta” comporteranno “in caso di accertato riconoscimento della relativa responsabilità penale l’irrogazione di una elevatissima sanzione detentiva”, si legge nelle pagine del decreto.

Pm: “Spregio delle più basilari regole di sicurezza”

I pm hanno sottolineato che per i tre “ricorre pericolo di fuga, in quanto i fatti contestati sono di straordinaria gravità in ragione della deliberata volontà di eludere gli indispensabili sistemi di sicurezza dell’impianto di trasporto per ragioni di carattere economico e in assoluto spregio delle più basilari regole di sicurezza”.

Strage funivia Stresa-Mottarone, sopralluogo tecnico sul luogo della tragedia

Strage funivia Stresa-Mottarone, sopralluogo tecnico sul luogo della tragedia

Nello stesso decreto si legge che Gabriele Tadini, durante l’interrogatorio del 25 maggio, “ha ammesso di avere deliberatamente e ripetutamente inserito i dispositivi blocca freni (forchettoni) durante il normale servizio di trasporto passeggeri, in tal modo disattivando il sistema frenante di emergenza destinato ad entrare in funzione ed arrestare la corsa della cabina della funivia in casi di pericolo”.

Emerge inoltre che Tadini aveva informato Perocchio e Nerini “che avvallavano tale scelta e non si attivavano per consentire i necessari interventi di manutenzione che avrebbero richiesto il temporaneo fermo dell’impianto, con conseguenti ripercussioni di carattere economico”.

I tre sono accusati in concorso tra loro, di omissione dolosa, come ha precisato ieri la procuratrice Olimpia Bossi che però si riserva “di valutare eventuali posizioni di altre persone”. Gli inquirenti sospettano infatti che anche altre persone fossero a conoscenza dei problemi della funivia e della scelta di utilizzare quel “forchettone“. 

Giovannini: Tragico incidente è grande ferita per Paese

“Il tragico incidente del 23 maggio 2021 sulla funivia Stresa Mottarone è una grande ferita per il Paese. Desidero quindi esprimere nuovamente il profondo cordoglio del Governo nei confronti dei familiari delle vittime”. Così il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, durante l’informativa alla Camera sulla tragedia della funivia Stresa-Mottarone nella quale ha sottolineato “la prontezza nella risposta del sistema di soccorso che, compatibilmente con le asperità del luogo di operazione, si è caratterizzata per la tempestività e la totale collaborazione di tutti gli enti”.

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