Una società che non accoglie la vita smette di vivere

 Che le donne italiane, nel 2021, siano ancora costrette a nascondere il pancione sul luogo di lavoro è una “vergogna” (VIDEO). L’affondo non arriva da una mamma, ma da Papa Francesco, agli Stati Generali della Natalità. “Penso, con tristezza, alle donne che sul lavoro vengono scoraggiate ad avere figli o devono nascondere la pancia. Com’è possibile che una donna debba provare vergogna per il dono più bello che la vita può offrire? Non la donna, ma la società deve vergognarsi, perché una società che non accoglie la vita smette di vivere”, sono le parole di Bergoglio.

 La premessa è un dato sconfortante: nel nostro Paese non si fanno più figli. Ogni anno, ricorda Francesco, è come se scomparisse una città di oltre duecentomila abitanti e nel 2020 si è toccato il numero più basso di nascite dall’unità nazionale: “Non solo per il Covid, ma per una continua, progressiva, tendenza al ribasso, un inverno sempre più rigido”, afferma.

 Il Papa plaude a ogni misura che possa dare una prospettiva alle giovani coppie, spesso scoraggiate dagli effetti della crisi. Come l’assegno unico, inserito nel Family Act: “Finalmente in Italia si è deciso di trasformare in legge un assegno, definito unico e universale, per ogni figlio che nasce. Esprimo apprezzamento alle autorità e auspico che questo assegno venga incontro ai bisogni concreti delle famiglie, che tanti sacrifici hanno fatto e stanno facendo, e segni l’avvio di riforme sociali che mettano al centro i figli e le famiglie. Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro; ma se le famiglie ripartono, tutto riparte”.

 Chiede politiche familiari di “ampio respiro, lungimiranti” e non basate sulla “ricerca del consenso immediato, ma sulla crescita del bene comune a lungo termine”. Chiede di offrire ai giovani garanzie di un impiego sufficientemente stabile, sicurezze per la casa, attrattive per non lasciare il Paese. E si rivolge non solo ai politici, ma anche ai datori di lavoro: “Come sarebbe bello veder crescere il numero di imprenditori e aziende che, oltre a produrre utili, promuovano vite, che siano attenti a non sfruttare mai le persone con condizioni e orari insostenibili, che giungano a distribuire parte dei ricavi ai lavoratori, nell’ottica di contribuire a uno sviluppo impagabile, quello delle famiglie”, esorta il Papa. La sfida non è solo per l’Italia, ma per tanti Paesi, che, riconosce con un velo di tristezza, spesso sono “ricchi di risorse, ma poveri di speranza”.

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