La presidente del Senato: Libertà in assoluto bene primario

“Ho sempre vissuto il 25 aprile attraverso un ricordo personale, quello di mio padre, funzionario della Polizia di Stato, che, condannato a morte come oppositore al totalitarismo nazifascista, fu liberato dal carcere in quel giorno del 1945″. Lo scrive la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, nella lettera inviata al quotidiano ‘La Repubblica’ in occasione della ricorrenza della Liberazione. “Nelle lunghe serate trascorse con me e i miei fratelli a rievocare l’esperienza di quei giorni – continua -, il mio papà era solito ripetere che, quando aveva dovuto optare tra l’obbedienza al regime e la fedeltà ai suoi principi, non aveva avuto dubbi, così come non aveva avuto esitazioni quando aveva dovuto scegliere tra salvare la propria vita o quella degli altri. Il suo amore incondizionato per la libertà gli rendeva impossibile rassegnarsi alla prospettiva di un Paese lacerato dal conflitto e piegato dalla morsa dell’occupazione. Chi, come lui, ha combattuto per restituire all’Italia la propria autonomia e insieme la propria identità sapeva bene quali sono i valori non negoziabili”.

“La libertà – scrive ancora Caselati – che è in assoluto il bene primario, perché senza le garanzie della libertà personale, sociale e politica non è possibile costruire alcuna convivenza civile, non è possibile coltivare i valori della democrazia, della giustizia, della solidarietà, della dignità umana.Le parole di mio padre, il suo racconto, mi hanno accompagnato in tutta la mia crescita, sono stati la migliore educazione alla pace, alla tolleranza e al rispetto. E su questi ideali ho costruito tutto il mio percorso professionale e istituzionale. Ho lottato a modo mio perché il sogno di mio padre e con lui di tanti altri potesse rispecchiarsi nell’immagine dell’Italia di oggi e dell’Italia di domani”, sottolinea quindi la seconda carica dello Stato.

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