La ministra Grillo: "Spero non ne condivida i toni". Polemica sul gadget a forma di feto, ma i promotori smentiscono: "E' solo un residuo di una vecchia campagna"

Si alza il sipario a Verona sul tredicesimo Congresso mondiale delle famiglie. Forse il più discusso dalla sua istituzione, avvenuta a metà degli anni Novanta. La vigilia dell'evento ha occupato buona parte del dibattito politico nazionale, con la contrapposizione palese di due visioni diametralmente opposte nella maggioranza che sorregge il governo italiano: la Lega di Matteo Salvini che appoggia gli organizzatori del Wcf e il M5S di Luigi Di Maio che lo definisce "il Medioevo".

La famiglia, ha dichiarato proprio il ministro del Lavoro, "è chi sente di esserlo". Una frase che sembra rispondere alle dichiarazioni del vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti: "In comunione con la Chiesa e con Papa Francesco, desiderio dire che la famiglia è meramente descritta nella Parola come unione tra un uomo ed una donna. famiglia è opera d'arte di Dio". "Il Medioevo – aveva aggiunto il vescovo – è altrove, non è parlare di bimbi, famiglie e natalità. Il Medioevo è parlare di donne che vengono lapidate, non hanno diritto al voto o allo studio e alle quali è vietata qualsiasi forma di espressione e addirittura vengono coperte con burqa".

Un altro tema esplosivo è quello degli omosessuali. E su questo intervengono gli stessi organizzatori del Congresso, Toni Brandi e Jacopo Coghe. "Gli omosessuali vanno curati, sennò per loro c'è l'Inferno? Follie. Questo non è il pensiero degli organizzatori e ci dissociamo da chi strumentalizza una situazione ad alta densità mediatica per attirare le telecamere su temi che non sono in programma e non interessano il nostro dibattito. Non solo. Il nostro pensiero – spiegano – è ben diverso: non abbiamo nulla contro le persone omosessuali che rispettiamo e non sono al centro dei nostri temi. Diverso è sostenere la famiglia naturale che è il futuro della società per non finire in una nazione ospizio e siamo contro l"utero in affitto per proteggere i bambini e le donne schiavizzate".

Iniziano anche le prime voci su attacchi a temi come l'aborto e il divorzio. E qui ci pensa Matteo Salvini a gettare acqua sul fuoco: le conquiste sociali non si toccano. "C'è molta tensione sul congresso mondiale delle famiglie di Verona? È costruita ad arte, sul nulla, dalla sinistra. Io andrò a ribadire la libertà di scelta di tutti e per tutti, uomini e donne, le conquiste sociali non si toccano", ha dichiarato il ministro dell'Interno. "Non si discute di revisione del divorzio, dell'aborto, della libertà di scelta di uomini e donne. Si ragiona su come aiutare le famiglie italiane, mamme e papà coi bimbi e i nonni", ha aggiunto.

Il gadget a forma di feto – Oltre ai temi, a scatenare la polemica è anche su un gadget reperibile nelle sale della Gran Guardia: la riproduzione in plastica di un feto di circa 10 mesi chiuso in una bustina. Gli organizzatori, però, smentiscono, spiegando che "non esiste alcun gadget" del Wcf, ma "è un residuo della vecchia campagna che ha reso famosa l'associazione Provita".

M5S e la senatrice 'dissidente' – Un altro caso riguarda poi il M5S, che si è dichiarato fortemente contrario al Congresso. "Come gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle di Camera e Senato, affermiamo con orgoglio che siamo lontani anni luce dalla visione degli organizzatori del Congresso Mondiale delle Famiglie che si tiene a Verona nelle giornate del 29, 30 e 31 marzo", si legge sul blog delle Stelle. "Gli 8 punti del programma – riportati sul sito ufficiale dell'evento – già ad una prima lettura rivelano una concezione preoccupante: quella della donna che, forte della sua emancipazione – 'causata' dalle lotte dei movimenti femministi per la libertà sessuale e di autodeterminazione – avrebbe determinato il crollo demografico del Paese e un generale declino morale della società", dice il M5s. "Questa visione ci sembra inaccettabile, e lo affermiamo come donne e uomini e come parlamentari di questo Paese. Siamo allarmati dalla diffusione di modelli che rischiano di sconfessare le conquiste raggiunte in questi anni sui diritti civili e sociali, minacciando un ritorno al passato e un arretramento culturale pericolosissimo per un Paese civile, come il nostro".

Una posizione abbastanza chiara, che sembrava condivisa da tutti i pentastellati. Ma sul palco a sorpresa sale la senatrice 'dissidente' Tiziana Drago. "Ero orientata a non essere presente, perché pensavo ci fossero impostazioni estremiste, ma dalle dinamiche di questi giorni, ho visto che gli estremismi da ambo le parti".  "Sono presente a Verona – continua – per scelta personale e non è stato semplice decidere di essere qui. Il M5S non è quella realtà politica che viene delineata, o quella legata solo alle dichiarazioni di questi giorni".  "Siamo uno Stato laico e dobbiamo pensare per uno Stato laico, ma il problema della natalità è oggettivo e va affrontato", sottolinea ancora.

"Nel Movimento 5 Stelle – aggiunge Drago – ci sono anche deputati e senatori che hanno aperture nei confronti della famiglia naturale, ma noi dobbiamo tutelare i diritti di tutti e quelli dei bambini vengono al primo posto". 

Sulla presenza della senatrice interviene la ministra della Salute Giulia Grillo: "Conosco Tiziana Drago molto bene, siamo nello stesso collegio elettorale, è una bravissima ragazza e so che non ha nessun atteggiamento discriminatorio nei confronti di chi vive l'idea di famiglia in maniera diversa dalla sua. Mi auguro che non condivida i toni che possono utilizzati da alcuni relatori nei confronti degli omosessuali o delle unioni civili".  "Quando Luigi Di Maio ha detto che il M5s non avrebbe partecipato al Congresso delle famiglie di Verona ha parlato a nome dei ministri, ha dato un'indicazione politica importante ma non può avere il controllo dei singoli portavoce, come ci definiamo. Noi non vogliamo ghettizzare chi ha un'idea diversa della famiglia", precisa Grillo.

 

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