Lavoravano in nero in aziende agricole e allevamenti di pollo con orari estenuanti, paghe da fame e in condizioni climatiche estreme. Non solo, dovevano pagare uno sproposito per poter vivere in locali sovraffollati e con gravi carenze ingieniche. Sono le condizioni in cui si trovavano decine di lavoratori, per lo più stranieri, reclutati da tre soggetti, di nazionalità marocchina, finiti in manette nell'ambito di un'inchiesta della Guardia di Finanza di Forlì sul fenomeno del caporalato. I lavoratori venivano sfruttati in aziende della provincia di Forlì-Cesena, Ravenna e Verona anche per 14 ore al giorno con paghe che andavano dai 3 ai 6 euro all'ora. Denunciati due imprenditori locali.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata