Foggia, braccianti scioperano contro il caporalato. Furlan: “Colpa dell’indifferenza di istituzioni e imprese”

Foggia, braccianti scioperano contro il caporalato. Furlan: “Colpa dell’indifferenza di istituzioni e imprese”

La manifestazione per denunciare lo sfruttamento nei campi, a pochi giorni dalla morte di 16 migranti

Al via la giornata di manifestazioni a Foggia per i diritti dei braccianti impegnati ogni giorno nelle campagne italiane. Dopo i due tragici incidenti in cui sono morti 16 migranti che avevano appena terminato la loro giornata di lavoro nei campi, parte la marcia dei berretti rossi organizzata dall'Usb dall'ex ghetto di Rignano, destinazione prefettura di Foggia, per portare una riflessione sule condizioni dei braccianti. Nel pomeriggio la manifestazione dei sindacati confederali.

"Ci sono voluti 16 braccianti morti in 48 ore perché il governo decidesse di muoversi: il presidente del Consiglio in visita a Foggia – scrive l'Usb in una nota – se fosse un parlamentare eletto si potrebbe dire che è attento al suo collegio. Salvini pure, ma con la divisa da sceriffo a presiedere il Comitato per l'ordine e la sicurezza. Di Maio invece lancia un concorso straordinario per l'assunzione di ispettori del Lavoro". "La verità – prosegue l'Usb – è che si vuole fare del lavoro agricolo un puro e semplice tema di ordine pubblico: ci sono i cattivi caporali che sfruttano i poveri immigrati clandestini. Eliminando l'immigrazione e i caporali, il problema è risolto. Invece no: il bracciante sfruttato, schiavizzato, costretto a vivere in condizioni disumane, lo è soprattutto perché esiste una filiera con al vertice la Grande Distribuzione Organizzata, che fa e disfa prezzi e quote di mercato, obbligando un intero settore a vivere di spiccioli". I sindacati chiedono diritti e dignità per tutti i braccianti che lavorano nelle campagne italiane.

Anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano è intervenuto al corteo: "Oggi è una giornata di lutto e di profonda riflessione. È una delle prime volte in cui questi lavoratori si organizzano, si aggregano e lottano per i propri diritti. È un fatto molto importante". Secondo il governatore sono due le armi per la lotta al caporalato: "rafforzare il sindacato, che aggrega e organizza i migranti, e forrnire ai braccianti dove dormire, dove mangiare, dove poter essere identificati e curati, come succede in tutte le fabbriche o in tutti i luoghi di lavoro del mondo". 

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