Torino, 10 ott. (LaPresse) – Il tumore al testicolo, che rappresenta l’1% di tutte le neoplasie maschili, ha colpito anche numerosi sportivi. Il 13 luglio di quest’anno, proprio in pieno Tour de France, Ivan Basso, annunciò di avere proprio questo tipo di cancro.

Anche Lance Armstrong nel 1996 rivelò che gli era stata diagnosticata la stessa malattia di Basso. Ma il texano, che era all’inizio della sua lunga e travagliata carriera, si sottopose subito a un duro ciclo di terapie e due anni dopo sconfisse la malattia. Il corridore divenne anche un simbolo mondiale della lotta contro il cancro, prendendo parte a diverse iniziative e ideando la Lance Armstrong Foundation.

Contro il tumore ai testicoli ha dovuto combattere anche un calciatore italiano, Francesco Acerbi. Al difensore milanese venne prima diagnosticato un tumore nel luglio 2013. Qualche mese dopo emerse un secondo tumore e arrivò la seconda operazione. Ora Acerbi sta bene e ha raccontato la sua esperienza anche in un libro, intitolato non a caso ‘Tutto bene – La mia doppia vittoria sul tumore’.

Storia simile anche per il centrocampista argentino Jonas Gutierrez, al quale nel 2013 venne diagnosticato un tumore al testicolo, asportato subito prima dell’insorgere di una recidiva. Dopo lunghe cure di chemioterapia Gutierrez tornò in campo un’anno e mezzo dopo, siglando nel maggio scorso il gol del Newcastle che permise alla squadra inglese di rimanere in Premier League.

A fare da sfortunato apripista ai casi accertati di tumore nel calcio fu l’ex attaccante bulgaro Ljuboslav Penev. Alla punta ora 49enne fu accertato un tumore ai testicoli nel 1994 e la malattia gli impedì di partecipare ai Mondiali di quell’anno.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata