Milano, 10 lug. (LaPresse) – Un ‘hub’ per l’emergenza profughi allestito nell’ex Dopolavoro ferroviario di via Tonale, angolo via Sammartini, a Milano. Messo a disposizione da Ferrovie dello Stato e riqualificato da fondazione Progetto Arca, Genio militare e Protezione civile del Comune di Milano.

Nella serata di oggi sarà trasferito il presidio, al momento attivo in piazza Luigi di Savoia, in ex uffici concessi temporaneamente da Grandi Stazioni. Domani inizierà la prima accoglienza dei profughi, famiglie con bambini e singoli viaggiatori che arriveranno in Stazione Centrale.

Lo spazio ampio 450 metri quadrati suddivisi in tre locali grandi più i bagni e altre stanze più piccole adibite a magazzino ospiterà gli operatori del presidio che effettueranno la registrazione delle persone e la distribuzione nelle 7 strutture di accoglienza: Aldini e Mambretti (Progetto Arca), Casa Suraya (cooperativa Farsi Prossimo), ex Cie di via Corelli (Gepsa) e Cara di via Corelli (Croce Rossa), XXV Aprile (City Angels) e Binario 21 Memoriale della Shoah (Comunità Sant’Egidio), per un totale di circa 1.300 posti letto.

“Finalmente apriamo in Stazione Centrale un hub attrezzato per la prima accoglienza e per il soccorso sanitario dei profughi in transito da Milano dopo i lunghi mesi trascorsi nel mezzanino, il passaggio in Galleria delle Carrozze e la temporanea sistemazione nei locali di Grandi Stazioni. Il flusso dei profughi dal sud dell’Italia non accenna a fermarsi, ora però possiamo contare su una struttura dignitosa che permetterà a tutti di lavorare meglio e a contenere disagi e situazioni di degrado in città. In questi venti mesi la Milano ha risposto con grande generosità e solidarietà dimostrando di essere città accogliente e civile. Rinnoviamo a tutti i volontari e ai milanesi loro il nostro grazie”. E’ il commento unanime degli assessori alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino e alla Sicurezza e Coesioine sociale Marco Granelli.

Nell’hub è stato allestito uno spazio per il gioco dei bambini curato dagli operatori di Save the Children e Albero della Vita. Anche altre associazioni daranno il loro contributo: Terre des Hommes distribuirà kit di igiene personale, bottigliette di acqua e metterà a disposizione un mediatore culturale e Informatici senza frontiere per permettere ai profughi, con le postazioni pc donate all’hub, di mettersi in contatto con i propri familiari. L’hub avrà un presidio medico all’interno: i medici della Asl, dallo scorso giugno operativi su una unità mobile, potranno visitare i profughi in una stanza attrezzata.

L’emergenza profughi a Milano è iniziata venti mesi fa ad ottobre del 2013. Da allora sono transitati dalla città, accolti e poi ripartiti, circa 70mila profughi di cui 15mila bambini, in prevalenza di nazionalità siriana ed eriterea, e molti altri provenienti da Sudan, Mali, Ghana, Togo, Etiopia, Pakistan, Somali, Afghanistan, Iraq, Nigeria e Libia. Le richieste di asilo sono state 270. Solo nell’ultimo mese sono giunte a Milano 7.700 persone, 17mila da inizio anno. Nelle strutture messe a disposizione da Comune, Caritas e Terzo Settore (paragonabili a un qualsiasi altro Cara o Centro di Accoglienza Temporanea) sono state ospitate, ogni notte e da 20 mesi, una media di 820 persone con picchi la scorso agosto di oltre 1.400.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata