Roma, 7 lug. (LaPresse) – “L’Italia, nel 2015, presenta una posizione di arretratezza nella realizzazione della banda larga, con criticità nella distribuzione territoriale. Nonostante a livello nazionale l’infrastrutturazione abbia raggiunto il 97% della popolazione (attestandosi sul livello medio Ue del 3% in termini di digital divide), la situazione presenta criticità nella distribuzione sul territorio”. Lo spiega il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, presentando la relazione annuale al Parlamento del garante per le Comunicazioni.

“Al nord, per esempio – continua Cardani – si va da una copertura del 98,4% della Lombardia all’83% del Friuli; al centro dal 96% del Lazio all’88% dell’Umbria; al sud dal 96,6% della Puglia al 76% del Molise”. “Comunque – chiarisce l’Agcom – vi è un miglioramento rispetto all’anno precedente: il digital divide si riduce dell’1% a livello nazionale”.

“Il livello di penetrazione – allerta però Cardani – si presenta più basso della linea europea, con il 51% delle famiglie che hanno sottoscritto un abbonamento rispetto a una media Ue del 70%. Tra le ragioni, un minore utilizzo di internet e minore livello di alfabetizzazione, i prezzi dei servizi su rete fissa più elevati dei principali paesi europei, una minore velocità media di navigazione e l’assenza di concorrenza dinamica tra operatori di rete fissa e operatori televisivi via cavo”.

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