Di Denise Faticante

Roma, 11 mag. (LaPresse) – Nessuna crisi, solo un riassetto. Ad aprire la finestra sul mondo dei ‘nuovi’ Compro-oro è Nunzio Ragno, presidente di Antico, l’Associazione nazionale di tutela del comparto dell’oro. Prima, ai tempi del boom, chiunque poteva aprire ‘Compro-oro’. Ora quelli rimasti sul mercato sono i più professionalizzati e i meno temerari. Insomma, ciò che resta è il gioielliere che si è messo a vendere oro usato, o il commerciante che con professionalità ha continuato un’attività che non si nutre solo della crisi. E con la nuova epoca dei compro oro si affaccia sulla scena anche una nuova figura di cliente: il benestante che non ha stretto bisogno del denaro liquido ma vende i gioielli per appagare dei desideri.

DOMANDA: Presidente, quindi c’è stato un errore di valutazione: sembrava che i Compro-oro stessero sparendo invece non è così: cosa è accaduto?

RISPOSTA: Più fattori hanno concorso a questo nuovo assetto. Le attività sono nate con la crisi economica. Il prezzo dell’oro in salita, la necessità della gente di pagare le bollette e la semplicità con la quale si sono aperti questi negozi, hanno fatto in modo che alcuni, non certo tutti, attirassero l’interesse della malavita. Ora siamo di fronte a un nuovo scenario: dei 35mila in attività, ora siamo arrivati a 24mila. Ma sono realtà miste: adesso anche il gioielliere si è messo a vendere oro usato dando un’altra configurazione a questa realtà con nuovi attori.

D: Chi per esempio?

R:Da un poco di tempo, in base ai nostri studi e analisi, abbiamo visto che non è più la pensionato o la persona con difficoltà economiche. Ora c’è il benestante, il banchiere e il funzionario. Vendono i gioielli per permettersi un lusso in più non certo perché hanno impellente bisogno di contante. A questo ha contribuito un altro elemento fondamentale: prima entrare nei negozi Compro-oro era una vergogna e casomai si sceglieva l’attività nel vicoletto per non farsi vedere. Ora col nuovo riassetto e con la gioielleria che funge anche da Compro-oro si hanno certamente meno problemi.

D: Non si può però negare, comunque, che il settore abbia subito un’inflessione.

R: E’ indubbio anche se non è vero che in giro non c’è più oro: anzi. Diciamo che di base sono anche cambiati i gusti. La produzione della gioielleria è diminuita perché il gioiello nuovo soprattutto, veniva regalato per compleanni e cerimonie. Ora si preferisce l’acquisto di prodotti hi-tech. Cambiati i gusti e le mode, quindi, la gioielleria non tira più come prima. Ora che il prezzo dell’oro si è stabilizzato chi è rimasto si confronta con le nuove sfide.

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