Torino, 7 ago. (La Presse) – Ci sono i primi due indagati nell’inchiesta coordinata dal procuratore Raffaele Guariniello sulle sigarette elettroniche pericolose per la salute. Il magistrato torinese, titolare di una decina di filoni d’indagine su fatti accaduti tra il 2013 e il 2014, ha iscritto due persone sul registro per immissione sul mercato di prodotti pericolosi per la salute pubblica.

Il primo indagato è il titolare di una ditta che aveva sede in via Piffetti a Torino e che avrebbe commercializzato sigarette elettroniche in due negozi, in corso Toscana e in corso Regina Margherita. Le sigarette, importate dalla Cina, sarebbero nocive perché ricaricate con nicotina liquida arricchita da benzene, sostanza cancerogena. Quanto ipotizzato da Guariniello è stato confermato dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità Il secondo indagato è il titolare di una ditta di importazioni con sede in corso Re Umberto a Torino che commercializzava sigarette elettroniche dalla Cina con “batterie pericolose a rischio di scoppio”. Tre consumatori avevano sporto querela dopo che la sigaretta era scoppiata tra le loro dita, per fortuna senza conseguenze gravi. Anche in questo caso una consulenza tecnica ha accertato che lo scoppio è dovuto alla batteria, fabbricata in modo non conforme.

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