Napoli, 3 apr. (LaPresse) – L’ex parlamentare Nicola Cosentino è stato arrestato, questa mattina, dai carabinieri di Caserta. Con lui sono finiti in manette anche i fratelli Giovanni e Antonio. In totale, nell’operazione sono stati arrestati in carcere sei indagati, mentre altri sette sono finiti agli arresti domiciliari. Le accuse sono di estorsione, concussione, illecita concorrenza con violenza e minaccia, calunnia, favoreggiamento personale e riciclaggio con l’aggravante del metodo mafioso. Le indagini, svolte dal 2011 ad oggi, hanno permesso di ricostruire l’attività illecita di gestione di impianti di distribuzione carburanti svolta dalle società ‘Aversana Petroli’, ‘Aversana Gas’ e ‘IP Service’ legate a Antonio, Giovanni e Nicola Cosentino. Gli indagati si assicuravano il rilascio di permessi e licenze per la costruzione di impianti grazie alla collaborazione di dirigenti e funzionari Regionali e del comune di Casal di Principale, nonchè con la complicità di funzionari della Q8.
Fondamentale è stata la collaborazione con la polizia giudiziaria di Luigi Gallo, titolare di una stazione di servizio in costruzione a Villa di Briano. Gallo aveva ottenuto la licenza per l’apertura di un impianto di carburanti, licenza che di fatto impediva ai fratelli Cosentino di averne una analoga a 5 chilometri di distanza. Per ottenerla ugualmente, i tre hanno indotto Vincenzo Schiavone e Vincenzo Falconetti, dirigenti dell’Utc di Casal di Principe, a rilasciare comunque all’Agip Petroli, società partner dei Cosentino, un’autorizzazione edilizia. I Cosentino hanno inoltre più volte minacciato Luigi Gallo. Episodi analoghi sono stati ricostruiti durante le indagini, appurando la posizione di vantaggio sul mercato dei Cosentino, grazie anche alla posizione politica dell’ex parlamentare Nicola e il loro rapporto di collaborazione con il clan dei Casalesi.

