Torino, 9 gen. (LaPresse) – E’ morto nel carcere di Parma, per cause naturali, Roberto Sandalo, 56 anni, ex combattente di Prima Linea. Era conosciuto con i soprannomi di ‘Roby il pazzo’ e ‘Comandante Franco’. A Torino, sua città natale, Sandalo conosce Marco Donat Cattin, bibliotecario al liceo Galileo Ferraris, frequentato dal futuro ‘Roby il pazzo’. Dopo la militanza in Lotta Continua, da cui fu allontanato per volere di Stefano Della Casa, aderisce a Prima Linea. Viene arrestato nell’aprile del 1980 e poco dopo inizia a collaborare con gli inquirenti. Confessa la sua partecipazione agli omicidi di Carlo Ghiglieno, Carmine Civitate e Bartolomeo Mana e soprattutto rivela le attività terroristiche dell’amico Marco, figlio dell’esponente democristiano Carlo Donat Cattin.

Condannato a undici anni e sette mesi di reclusione, ne sconta solo due. A metà degli anni ottanta si trasferisce in Kenia. Nel 1999 il leghista Mario Borghezio denuncia l’infiltrazione di Sandalo nella Guardia nazionale padana con il nome di Roberto Severini e lo caccia dal movimento. Sandalo dichiarerà in seguito di essere uscito dalla Gnp perché Bossi aveva rinunciato alla secessione in cambio di denaro. Nel 2002 viene di nuovo arrestato per rapina e nel 2008 finisce in manette perché considerato tra i responsabili di alcuni attentati a Milano, Abbategrasso e Brescia.

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