Regno Unito, Johnson annuncia restrizioni su tre livelli
Regno Unito, Johnson annuncia restrizioni su tre livelli

A Parigi si valuta l'ipotesi di un coprifuoco serale: il 17% degli abitanti testati è positivo

Dopo che nel Regno Unito i casi di Covid-19 sono aumentati drasticamente, il premier Boris Johnson, contrariamente a quanto fatto nel corso della prima ondata, ha deciso di intervenire tempestivamente per frenare la circolazione del virus. Non con un lockdown nazionale che "non sarebbe la strada giusta", ha ammonito il primo ministro, parlando alla Camera dei Comuni, ma con un nuovo sistema di misure restrittive a trerestrizioni  livelli. Il primo, ovvero il livello medio, che interesserà gran parte del Paese, consiste nelle regole già in vigore, fra cui il limite massimo di riunioni a sei persone e la chiusura alle 22 per i pub. L'alto livello, volto a ridurre la trasmissione da famiglia a famiglia, prevede il divieto di incontri al chiuso fra nuclei diversi. Mentre nelle aree di terzo livello, quello 'molto alto', è proibito il mescolamento sociale con il divieto di incontri anche in casa e la chiusura di tutti i pub e ristoranti. In questo rientrerà la città di Liverpool a partire da mercoledì.

Le misure sono state rese necessarie dall'aumento dei contagi e dei ricoveri ospedalieri, termometro della gravità della pandemia. Il direttore del Servizio sanitario nazionale (Nhs) in Inghilterra, Stephen Powis, ha segnalato che nella regione il numero dei pazienti in ospedale è maggiore rispetto a quello registrato a marzo, quando sono state introdotte le prime restrizioni. L'aumento dei ricoveri nel Regno Unito, ma anche in Francia, in Irlanda e in altri Paesi europei, è stato definito "preoccupante" dall'Organizzazione mondiale della sanità, che ha poi avvertito di non sottovalutare il rischio di un aumento dei decessi. Nonostante resti un divario significativo tra la portata dei contagi e quella delle vittime, ha sottolineato Mike Ryan, direttore esecutivo dell'Oms, non è escluso che il dato torni "catastrofico".

La Francia resta un punto caldo della pandemia. Il governo sta vagliando l'ipotesi di introdurre un coprifuoco serale a Parigi e nell'Ile de France, cioè la regione di Parigi, nell'ambito delle restrizioni per arginare la diffusione del coronavirus. L'idea sarebbe di farlo scattare alle 20 o alle 22, ma non ci sarebbe unanimità nell'esecutivo. Secondo i dati diramati dal direttore dell'agenzia regionale di Salute, Aurélien Rousseau, il 17% dei test effettuati nell'Ile-de-France risulta positivo. "E' un dato che non ci saremmo mai aspettati", ha commentato Rousseau, e "un segnale del fatto che la situazione peggiora sempre di più". Il premier Jean Castex ha invitato i cittadini a impegnarsi per cambiare il corso della pandemia. "La lotta contro questa malattia è una corsa di resistenza", ha detto il primo ministro, sottolineando che "nulla può essere escluso" per arginare i contagi, neppure dei lockdown a livello locale. L'obiettivo, ha rimarcato Castex è però quello di evitare un lockdown nazionale. Mercoledì sera è atteso l'intervento sulla crisi sanitaria del presidente francese Emmanuel Macron che parlerà alla nazione in diretta tv.

Intanto l'Ue si prepara ad adottare un sistema di regole comuni sui viaggi nel vecchio continente per mettere fine alla giungla di normative e raccomandazioni disomogenee tra i 27 stati membri. Il provvedimento si basa su un sistema a semaforo, che individua aree verdi, arancioni e rosse in base alla gravità dei focolai. Il Covid-19 non è del tutto scomparso neanche in Cina, primo epicentro della pandemia. Dopo sei contagi e sei asintomatici confermati a Qingdao, nella provincia di Shandong, la città ha avviato un programma di test rapidi gratuiti per tutti i residenti, cioè circa nove milioni di persone, che verranno completati nell'arco di cinque giorni.

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