Marchesa d'Aragona: "In sei a tavola? Anche troppi. Facciamo il nostro dovere"
Marchesa d'Aragona: "In sei a tavola? Anche troppi. Facciamo il nostro dovere"

L'esperta di galateo sulle regole del Dpcm: "Le persone veramente affini sono poche e vanno selezionate"

Fine alle feste in casa, almeno per un mese: queste le indicazioni del nuovo Dpcm anti-Covid. Ma come hanno reagito alla notizia gli esponenti dell'alta società che dei salotti hanno fatto il proprio stile di vita e la propria rendita? A parlarne a LaPresse è la Marchesa d'Aragona, all'anagrafe Daniela Del Secco. Giornalista del costume dal 1992 ed esperta di galateo, nonché amatissimo personaggio pubblico, ha regalato la sua personale visione sul tempo che ci è concesso e qualche consiglio su come spenderlo.

DOMANDA: Marchesa, cosa ne pensa delle sei persone ammesse in casa con il nuovo Dpcm?

RISPOSTA: Sei persone a tavola sono anche troppe! Le persone veramente affini sono poche e vanno selezionate con la massima cura.

È come con l'amore: ci deve essere una parità e un'onestà di cuore costante, e devono regnare sovrani il rispetto e la buona educazione.

Altrimenti, conviene defenestrare senza appello il partner non idoneo: tanto nella vita nessuno cambia... semmai peggiora! Dunque evitiamo accuratamente di spendere tempo prezioso inutilmente.

D. Come ha vissuto questo lockdown una persona 'sociale' come lei?

R. Ho visto ogni cosa in una luce positiva: nel momento in cui ci viene richiesto, dobbiamo sempre fare il nostro dovere. Io in sessanta giorni non sono mai uscita di casa, anche se mi mancava molto la mia famiglia: Ludovica mia figlia, mio genero Gianalberto e il mio nipotino Gianludovico. E naturalmente gli altri tre adorati pelosetti che vivono con loro a Venezia. Certo, si potrebbe dire che vivendo in una magione a Fontana di Trevi che domina i tetti di Roma Imperiale sia stato facile, con i miei due giardini pensili e gli ulivi Eusebio e Ines, ma la totale privazione della libertà è qualcosa di inedito al quale nessuno di noi poteva essere preparato. Io ho osservato rigidamente il protocollo che il decreto recitava e sono stata diligente: per oltre sessanta giorni non ho avuto contatti diretti nemmeno con la servitù, e non ho mai approfittato dei miei pelosetti per uscire a prender aria come molti hanno fatto.

D. Come cambiano le priorità con questa chiusura?

R. Dobbiamo ritrovare amore e passione per la cultura. Leggere, studiare essere informati. Dedichiamo tempo all’educazione dei nostri figli: non si può certo delegare alla tv o peggio al web, utile e prezioso se usato nel modo giusto. Né tantomeno affidare l’educazione dei nostri figli a improvvisate istitutrici: dobbiamo essere noi in prima persona a far nascere in loro voglia di conoscenza e di cultura. Circondatevi di libri, seminate voglia di conoscenza. Così ho fatto con la mia Ludovica e ho avuto splendidi risultati: 100 su 100 al liceo classico e laurea magistrale in Scienze Giuridiche con il massimo dei voti 110 cum laude. Nella sua educazione è stato fondamentale il buon esempio: poche chiacchiere, ma fatti concreti!

D. Una lezione che ha imparato da suo padre?

R: Mio padre, senese, aveva origini nobili ma era attento ai bisogni del prossimo. Era sempre con una mano sul cuore e l'altra sul portafoglio: quando qualcuno aveva bisogno di denaro, mio padre gli faceva comparire degli aiuti nelle tasche e non se ne vantava mai. Diceva che era la Provvidenza. La vera beneficenza si fa in silenzio.

D. Uno spirito di avventura e scoperta, quello che ha imparato dalle sue partecipazioni a Pechino Express. Come ha inciso sul modo in cui vive la sua vita?

R: Tutti noi dovremmo vivere ogni giorno come se lo avessimo atteso tutta la vita. La vita non è una pièce teatrale, non esistono prove generali: dev’essere buona la prima! Non è certo cosa semplice, ma abbiamo gli strumenti per viverla nel miglior modo possibile. Intelligenza, cultura e buona educazione sono le chiavi che apriranno qualsiasi porta. La vita è una battaglia, si scende in campo ogni giorno con le nostre armi e insegne: qualche volta si vince, qualche volta si vince, e qualche volta, inesorabilmente, si vince.

D. Questo spirito positivo lo conserverebbe anche con una nuova, rigida chiusura?

R. Io mi auguro che un nuovo lockdown non ci sia, ma la serenità che ho nella mia anima mi permette di affrontare ogni cosa. La solitudine non va temuta: io la cerco. Ogni sera ripenso alla mia giornata, e mi rendo conto che ho fatto tanto per tutti ma per me poco o niente. Ma la mia felicità risiede nel far del bene al prossimo che amo più di me stessa.

D. Naturalmente continuerà il rituale del Te della Marchesa, vero?

R. Certo adorata, un appuntamento imprescindibile con i miei adorati fan. Il mio amatissimo DucaGeorge non sarà fisicamente al mio fianco, ma dal ponte dell’arcobaleno continuerà a non perdermi mai di vista e io, in compagnia dei miei pelosetti, potrò ancora stare vicino alle migliaia di persone che mi seguono ogni giorno e guidarli con dovizia verso una crescita personale, culturale ed educativa. Ma sempre tenendo bene in mente che la vita è soltanto una questione di stile.

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