Inter, anche Ashley Young è positivo al Covid-19: è emergenza derby
Inter, anche Ashley Young è positivo al Covid-19: è emergenza derby

Il calciatore inglese è già in quarantena presso la propria abitazione

Un'attesa mai così contagiosa e piena di incertezze. Il derby di Milano di sabato prossimo si avvicina, i tempi si accorciano e aumentano i casi di Covid-19 che coinvolgono le due squadre protagoniste, altro segnale di quanto resti allarmante la situazione in serie A oltre che nelle categorie minori. E' ancora l'Inter a dover fare i conti con il virus per la positività riscontrata a Ashley Young. Il test effettuato sabato ad Appiano Gentile mette fuori causa l'esterno inglese che si trova già in quarantena presso la sua abitazione. E' il sesto giocatore nerazzurro contagiato dopo Bastoni, Skriniar, Gagliardini, Nainggolan e Radu, un numero considerevole che impone al tecnico Antonio Conte di rivoluzionare parte della formazione (soprattutto in difesa) in vista della partitissima contro il Milan. In casa rossonera la situazione appare meno preoccupante ma non per questo meno a rischio: restano due i casi di positività con Duarte e Gabbia che proseguono il loro periodo di quarantena mentre Ibrahimovic è guarito e dopo l'esito negativo dei due ultimi tamponi ha subito ripreso ad allenarsi con la squadra candidandosi per un posto da titolare nel derby. In casa Inter invece l'allerta è massima. Young, dopo aver fatto il tampone, è restato a casa senza passare la notte alla Pinetina, proprio per evitare contatti con il resto del gruppo. Ma dopo la sosta per gli impegni delle rispettive Nazionale, il campionato che ripartirà la prossima settimana vivrà in un clima di alta tensione e di piena emergenza per i casi che si susseguono. Oltre all'Inter anche nel Verona si è registrato un altro caso che coinvolge il difensore tedesco Koray Gunter, mentre l'Udinese già ieri è stata costretta a sospendere un'amichevole con il Pordenone per una positività riscontrata all'interno del suo staff.

L'emergenza del Covid-19 continua dunque a far sentire i suoi effetti e dopo il caso Juve-Napoli e il rinvio della partita del Genoa contro il Torino si torna a parlare della possibilità di rivedere il protocollo stabilito lo scorso giugno tra le autorità calcistiche, l'esecutivo e il Cts. L'idea è quella di un aggiornamento a seconda del cambiamento dei numeri dei contagi applicando le indicazioni che di volta in volta la situazione epidemiologica suggerisce. Già Gianni Nanni, medico sociale del Bologna e membro della Commissione medica Figc, aveva fatto intendere, in caso di necessità, possibili modifiche, seppure in minima parte. Sul fatto di cancellare nel protocollo la parte nella quale si lascia spazio all'autorità statale o locale come nel caso della Asl di Napoli c'è ancora un ampio dibattito. Ma i pericoli aumentano e la situazione rischia di peggiorare. Proprio ieri sul quotidiano tedesco 'Bild', l'ad dei campioni d'Europa del Bayern Monaco, Karl Heinz Rummenigge, ha lanciato un appello che assomiglia ad un grido di aiuto invocando la necessità di non chiudere la Bundesliga qualora la situazione dei contagi peggiorasse. In caso di blocco dei campionati in Germania molte società potrebbero fallire, non riuscendo più contenere i costi. Un sos che non riguarda in verità solo il campionato tedesco.

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