In Usa 36 mila morti in più per ritardo lockdown. Nel mondo oltre i 5 milioni di contagi
In Usa 36 mila morti in più per ritardo lockdown. Nel mondo oltre i 5 milioni di contagi

Le gravi responsabilità messe in luce da uno studio della Columbia University 

 Il ritardo del lockdown è costato agli Stati Uniti migliaia di morti in più. Secondo uno studio condotto dai ricercatori della Columbia University se gli Usa avessero messo in atto le politiche di distanziamento sociale solo una settimana prima, sarebbero morte 36mila persone in meno in tutto il Paese. E se la chiusura delle città fosse iniziata il 1 marzo, con due settimane di anticipo, si sarebbero salvate 54mila persone. Un duro colpo per l'amministrazione di Donald Trump che si ritrova a fronteggiare gli attacchi interni, dell'opposizione democratica, ed esterni, dei rivali cinesi. A pesare sono anche gli ultimi dati sulla disoccupazione che tracciano un quadro a tinte fosche sullo stato dell'economia statunitense. La scorsa settimana oltre 2,4 milioni di persone hanno presentato domanda per ricevere il sussidio di disoccupazione dopo l'ultima ondata di licenziamenti che ha travolto il Paese. In tutto si parla di 38,6 milioni di persone rimaste senza lavoro dall'inizio della pandemia.

 "Perché il governo statunitense non è riuscito ad arginare la diffusione del Covid-19?", ha attaccato il portavoce del ministero degli Affari Esteri cinese Zhao Lijian, puntando poi il dito contro il segretario di Stato Mike Pompeo che ha più volte sollevato dubbi sulla trasparenza di Pechino nella gestione della pandemia. Pompeo "è un politico irresponsabile", ha detto il portavoce. Intanto la Cina ha dato il via alla sessione annuale del Parlamento. Oltre 2mila delegati hanno partecipato alla Conferenza consultiva politica del popolo cinese che precede la riunione dell'Assemblea nazionale del Popolo. Si tratta del più importante evento politico del Paese, rinviato di due mesi a causa della diffusione del Sars-CoV-2. Un simbolo usato da Pechino per mostrare al mondo intero che in Cina la pandemia è stata sconfitta. Nella Grande Sala del Popolo i funzionari si sono presentati muniti di mascherina. Tutti tranne il presidente Xi Jinping. La riunione durerà solo una settimana, rispetto alle due tradizionali e al centro delle discussioni ci sarà anche l'obiettivo di crescita del Pil, probabilmente molto inferiore rispetto a quello fissato nell'anno precedente, vista la grave crisi generata dal Covid che ha causato una contrazione della produzione interna e della domanda, sfavorita dal crollo dei consumi e dell'occupazione registrato nei due principali mercati di esportazione: Europa e Stati Uniti. Per evitare una nova ondata di infezioni la città di Wuhan, epicentro della pandemia ha messo al bando per cinque anni la caccia e il consumo di animali selvatici. Non è ancora chiaro se il divieto riguarda anche il pangolino, il piccolo mammifero che potrebbe aver permesso al Sars-CoV-2 di fare il salto di specie dagli animali all'uomo.

 Nel mondo i casi di Covid-19 hanno superato la spaventosa soglia di 5 milioni di infetti con 329 mila morti. In testa Stati Uniti, Russia e Brasile. Qui i decessi sono cresciuti vertiginosamente. In due settimane c'è stato un incremento del 120% delle vittime. Rio de Janeiro e l'Amazzonia sono le zone più colpite. Il Covid-19 dilaga anche in Africa con 95mila contagiati. Il focolaio più preoccupante è stato rilevato a Città del Capo, nota meta turistica del Sudafrica, che da sola conta il 10% degli infetti dell'intero continente.

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