Da 18 apertura quasi completa ma no tra regioni. Ok a linee guida
Da 18 apertura quasi completa ma no tra regioni. Ok a linee guida

Il via libera a spostamenti tra Regioni non prima di giugno 

Sarà un decreto e non più un Dpcm a regolare il nuovo allentamento del lockdown che avrà inizio il 18 maggio. "Proporrò ai ministri di adottare un decreto legge, sarebbe la soluzione migliore per coinvolgere il Parlamento. Siamo usciti dalla fase più acuta, ora possiamo anche adottare lo strumento del decreto legge", spiega Giuseppe Conte al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il dcreto Rilancio. Per il premier da lunedì si aprirà "una ripartenza pressoché completa", anche se uno stop resta. Per ora, annuncia, i trasferimenti tra le regioni "restano congelati" perché troppi spostamenti, è "potrebbero condizionare la curva epidemiologica".

L'ok per gli spostamenti tra una Regione e l'altra non arriverà prima di giugno. Su questo, viene riferito, il Comitato tecnico scientifico è stato "categorico". Il Governo affronterà la questione a partire dal 18 e comunque entro fine mese, avendo sul tavolo i dati delle prime settimane di 'libertà'. Probabile si arrivi a quanto sta accedendo in Francia, dove i territori sono divisi in zone rosse, gialli e verdi in base al numero dei contagi e sono possibili gli spostamenti tra i territori simili. "Certo è più facile garantire una relazione tra regioni a basso rischio, mentre è più complicato tra una regione ad alto rischio e una a basso rischio, comunque lo verificheremo con le regioni e in Parlamento", assicura Francesco Boccia. Il ministro per gli Affari regionali continua a predicare cautela: "L'Italia è un malato, un malato in condizioni migliori di prima ma pur sempre un malato che non può permettersi ricadute. Nel mondo tanti gli stop & go e noi non possiamo permettercelo. Sappiamo che è necessaria una ripartenza ma anche che non potrà però prevedere altri stop", ammonisce in Parlamento replicando a chi preme per accelerare. Continua a farlo Matteo Renzi: "Il 15 giugno riapriranno le frontiere tra Germania, Francia, Svizzera e Austria. Se non acceleriamo a partire dai trasferimenti fra regioni rischiamo di perdere il treno europeo. Non perdiamo ancora tempo, bisogna correre", insiste il leader di Iv su Facebook.

Da lunedì, comunque, le novità non mancheranno. Finisce l'era dell'autocertificazione per gli spostamenti. Dal 18 maggio si potrà tornare a uscire di casa, rimanendo all'interno della regione di residenza, senza dover mettere nero su bianco "comprovati motivi di necessità e urgenza". Saranno poi le singole Regioni, in base ai dati epidemiologici locali, a stabilire le ripartenze, a partire dalle linee guida dell'Inail approvate dal comitato tecnico scientifico e inviate oggi dal Governo ai territori.

Possibile riaprire negozi, bar e ristoranti, parrucchieri e centri estetici, che in un primo momento sarebbero dovuti restare chiusi fino al primo giugno. Sì, quindi, a cene e caffè con gli amici (anche 'congiunti' tornerà ad essere un termine poco utilizzato), all'interno delle proprie abitazioni come nei locali, pur sempre con le dovute cautele e rispettando le misure di sicurezza. Bisognerà, invece, con ogni probabilità, attendere il 25 per tornare in palestra. Il progressivo allentamento del lockdown dovrebbe riguardare anche le seconde case: all'interno della propria regione ci si potrà spostare.

Parrucchieri e centri estetici potranno aprire anche il lunedì e la domenica. Le linee guida predisposte dall'Inail, infatti, prevedono una deroga alle classiche giornate di chiusura per permettere di spalmare gli appuntamenti. Anche in questo caso la parola chiave resta 'sicurezza'. Si lavorerà solo su prenotazione, con le porte aperte e a due metri di distanza.
Oltre alla mascherina, il cliente dovrà avere una mantella o un grembiule e asciugamani monouso, che se riutilizzabili devono essere lavati ad almeno 60°C per 30 minuti. Per i trattamenti estetici cabine chiuse e niente sauna e idromassaggi. Stop anche alle classiche riviste di gossip e paparazzate. E le classiche chiacchiere 'in confidenza'? "Meglio se fatte allo specchio", scrivono i tecnici. Si tratta solo di "raccomandazioni", viene spiegato, ma le linee guida Inail, tra spiagge, negozi, ristoranti e palestre, rischiano di complicare la vita a chi è rimasto fermo per oltre due mesi e vengono prese di mira dalle opposizioni. "Insostenibili. C'è anche il 'divieto di annegare', siamo all'assurdo", tuona Giorgia Meloni. "Da riscrivere" per Lega e FI. "Stop a regole assurde, bisogna liberare il lavoro", ripete Matteo Salvini riportando l'allarme di Luca Zaia. Anche Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Anci ha qualcosa da ridire sulle norme previste per la balneazione: "A leggere le linee guida relative alla sicurezza sanitaria sembra quasi impossibile poter tornare in spiaggia. Non sappiamo ancora bene come faremo a rispettare le regole ma sicuramente - assicura - sacrificandoci un po' tutti, un modo per non rinunciare al nostro mare quest'estate lo troveremo".
 

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