Covid, le nuove misure previste: dallo smartworking alla stretta sulla movida
Covid, le nuove misure previste: dallo smartworking alla stretta sulla movida

L'obiettivo è imitare le situazioni di rischio contagio cercando però di evitare un nuovo lockdown

Nuove anti-covid allo studio del governo, che puntano a Tante le ipotesi sul tavolo, dal rafforzamento dello smartworking, alle strette su locali e movida, con chiusure e quarantene circoscritte alle aree più colpite. Anche di questo si è parlato nell'incontro convocato sabato dal premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi con i capidelegazione di maggioranza, il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia e il sottosegretario Riccardo Fraccaro.

L'esecutivo punta al difficile bilanciamento tra la necessità di frenare i contagi e quella di non bloccare la lenta ripartenza del Paese. A tale proposito è indispensabile una più severa strategia di misure anti-covid, perché è evidente che quelle adottate nelle ultime settimane non bastano più.

Per fare il punto sulla situazione epidemiologica, il ministro della salute Roberto Speranza incontrerà domani alle 15 gli esperti del Comitato tecnico scientifico: la curva sale con picchi di oltre 5000 contagi al giorno. L'Italia ha saputo frenare meglio di altri Paesi europei che oggi vivono una crisi ben peggiore, ma i numeri preoccupano: 5.724 nuovi positivi registrati nelle ultime 24 ore, i 29 decessi e i 250 ricoveri, che fanno salire a 4.336 il numero dei pazienti nei reparti Covid.

"Il Servizio sanitario nazionale ha retto e oggi è chiamato ad una nuova prova che richiederà l'impegno di tutti noi", sottolinea il ministro Speranza parlando alla manifestazione organizzata dalla Cgil Sanità in Piazza del Popolo a Roma. Per questo sono "benvenuti i soldi del Recovery, benvenuti i soldi del Mes alla sanità, purchè ci aiutino a cambiare marcia", evidenzia ribadendo che "l'obiettivo è evitare misure più drastiche", e questo lo si può fare "solo alzando ulteriormente il livello di attenzione".

Le opposizioni chiedono maggior dialogo, le Regioni attendono le nuove disposizioni per capire come adattarle a situazioni che cambiano da territorio a territorio, e proprio dai governatori arrivano preoccupazioni diverse, da Nord a Sud: dopo il lockdown minacciato dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, dal Veneto Luca Zaia parla di " irresponsabile abbassamento della guardia" nella vita sociale, mentre il presidente della Liguria Giovanni Toti teme le ripercussioni economiche della pandemia e sottolinea: "Stiamo attenti a ventilare a casaccio, come sento da tutta la mattina sui notiziari, misure restrittive non ancora decise. Tutto ciò alimenta incertezza e noi abbiamo bisogno di certezze".

Intanto il tempo stringe: entro giovedì il premier dovrà firmare il nuovo Dpcm, ma a imporre i tempi c'è soprattutto la corse del virus e proprio per questo non è escluso che le nuove misure arrivino prima.

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