Coronavirus, smartworking al 75%, orari scaglionati a scuola e all'università
Coronavirus, smartworking al 75%, orari scaglionati a scuola e all'università

Le ipotesi per il nuovo dpcm che dovrebbe entrare in vigore oggi

Il Paese "è più forte rispetto a marzo o aprile", ma un nuovo Dpcm e nuove misure sono "necessari". Roberto Speranza si collega con le Regioni di buon mattino sabato, insieme a Francesco Boccia. Il Governo, assicurano i ministri ai governatori, intende condividere il percorso con gli enti locali per evitare che si crei una "distonia" di provvedimenti che possa mandare in confusione i cittadini. L'idea di base, spiega il titolare della Salute, è arrivare a un irrigidimento delle misure partendo da "una distinzione di base tra attività essenziali e non essenziali". Interveniamo adesso con più forza sulle cose non essenziali per limitare i contagi ed evitare di dover incidere domani sull'essenziale che per il governo è rappresentato da lavoro e scuola, è il ragionamento. "È il tempo di agire", scandisce Speranza che comunque rassicura sulla volontà del Governo di farsi carico del ristoro se dovesse decidere di chiedere a qualche settore di abbassare le serrande o comunque limitare le proprie attività.

Avanti anche sullo smart working, che potrà raggiungere anche il 70-75%. Misura consigliata anche dal Comitato tecnico scientifico che per quanto riguarda scuole e università "suggerisce di considerare l'adozione di orari scaglionati per l'ingresso in presenza degli studenti universitari e delle scuole di secondo grado", ma per il momento non prevede un ritorno diffuso alla didattica a distanza. Indicazioni che ispireranno l'azione dell'esecutivo nel tentativo di limitare i contagi.

Nel mirino di Giuseppe Conte e dei ministri c'è ancora una volta la cosiddetta movida. Il premier, nonostante la "durissima" contrarietà di Iv, si sarebbe convinto sulla possibilità di attuare una sorta di coprifuoco 'light' con la chiusura di ristoranti e locali alle 22, o alle 23. L'idea, però, non convince le Regioni. I Governatori premono per lasciare la possibilità di restare aperti fino alle 24, anticipando alle 18 (è fissata alle 21 nel Dpcm attuale) l'impossibilità di servire chi non è seduto al tavolo, in modo da evitare assembramenti. Sembra scongiurata, poi, la scelta di chiudere parrucchieri e centri estetici, contro la quale si era scagliata Italia viva. Sul tavolo, invece, la possibilità di intervenire su palestre e piscine.áSul mondo dello sport, viene spiegato, è in atto uno scontro tra una linea più dura (portata avanti principalmente da Speranza e Franceschini) e una più 'proporzionata', sulla quale sarebbe più orientato Giuseppe Conte (insieme a Spadafora). Per quel che riguarda le attività da contatto un'ipotesi sul tavolo sarebbe quella di consentire solo i campionati dilettantistici e professionistici, vietando quindi quelli giovanili o organizzati dagli enti di promozione.

Tutto ancora da definire, poi, il dossier che riguarda la scuola, legato a doppio filo con quello che riguarda il trasporto pubblico locale. I Governatori insistono per arrivare a una differenziazione degli orari di ingresso e uscita e introdurre una didattica mista, che preveda magari le lezioni a distanza per gli alunni degli ultimi anni. Le Regioni, guidate da Stefano Bonaccini, hanno chiesto un nuovo incontro per domani, al quale, oltra a Boccia e Speranza partecipino anche Azzolina e De Micheli, per affrontare la questione con le dirette interessate.

La maggioranza torna a riunirsi in serata per sciogliere i nodo politici. A dividere è proprio la distinzione tra attività essenziali e non, sulla quale il Governo intenderebbe puntare. "Essenziale non può essere solo la scuola e il comparto produttivo", tuonano i renziani che insistono per salvaguardare anche i sacrifici fatti (anche dal punto di vista economico) da ristoratori, piccoli esercenti, titolari di attività sportive per adeguarsi ai protocolli. Predica cautela palazzo Chigi: il confronto è in corso e le unicheámisure di restrizione veritiere saranno quelle contenute nel Dpcm, che non arriverà prima di domani. Le anticipazioni, viene sottolineato, "sono da ritenersi fughe in avanti e ipotesi non corrispondenti a verità". Domani parlerà Giuseppe Conte.

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