Nuovo dpcm all'orizzonte. Speranza: "Irrigidire misure per settori non essenziali"
Nuovo dpcm all'orizzonte. Speranza: "Irrigidire misure per settori non essenziali"

Le nuove norme in arrivo tra domenica e lunedì. Vertice in Protezione Civile, il ministro: "Priorità lavoro e scuola. Smart working al 75%"

Potrebbero arrivare tra domenica e lunedì le nuove restrizioni per far fronte all'emergenza Coronavirus. Il record di contagi, il terzo in una sola settimana, costringe il governo a rivedere le norme di contenimento della pandemia e indurire il pugno. L'obiettivo, però, resta sempre lo stesso: evitare un nuovo lockdown generale, che avrebbe effetti catastrofici sull'economia e un impatto imprevedibile sulla tenuta sociale della comunità. In poche parole, non possiamo permettercelo. La discussione è aperta, al punto che il premier, Giuseppe Conte, è costretto a comprimere la sua agenda e convocare un vertice notturno a Palazzo Chigi, su sollecitazione del Partito democratico, ma col sostanziale avallo di tutte le forze di maggioranza. Anche del Comitato tecnico-scientifico, che avrebbe invitato l'esecutivo ad assumere misure più stringenti in vista del weekend: chiusura delle classi ma anche un 'coprifuoco' serale che scoraggi ulteriormente la movida e gli assembramenti. In corso un vertice in Protezione civile da cui trapelano le parole del ministro della Salute  Roberto Speranza  "L'idea di base è irrigidimento delle misure con una distinzione di base tra attività essenziali e non essenziali perché abbiamo necessità di limitare i contagi; interveniamo adesso con più forza sulle cose non essenziali per evitare di dover incidere domani sull'essenziale che per il governo è rappresentato da lavoro e scuola. È il tempo", afferma l'esponente di Leu. "Se decidiamo come governo di chiedere a qualche comparto di cessare o limitare le proprie attività ci facciamo carico del ristoro ", prosegue Speranza che pensa di arrivare a un 70-75% di smart working.

La voce è unanime, dai dem al ministro degli Esteri, il pentastellato Luigi Di Maio: bisogna intervenire subito, anticipare le mosse, prima che sia troppo tardi. Non mancano gli appelli all'unità nazionale, perché il momento impone di non dividersi in squadre e, soprattutto, tifoserie. Ma dalle opposizioni non si fermano le critiche al governo, soprattutto per un eventuale stop, magari sotto il periodo delle festività natalizie. Tempo troppo lontano per fare ipotesi, perché ora va studiata una strategia per fermare i contagi. Un'onda d'urto uniforme, evitando pure strappi in avanti, come quello della Campania, che ha chiuso le scuole per 15 giorni aumentando il livello di stress nel dialogo. "De Luca si assumerà la responsabilità degli effetti della sua ordinanza", avverte il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia alla Conferenza Stato-Regioni. E agli enti locali si rivolge quando tuona: "Da parte nostra c'è massima disponibilità e massima trasparenza, trasmettiamo tutti i dati a tutti. E chi ha bisogno di aiuto lo dica, ma prima di intervenire su lavoro e scuola".

Ma territori come la Lombardia stanno già lavorando a nuove disposizioni, come lo stop agli sport dilettantistici e regole più stringenti per i locali, senza escludere la chiusura alle 21, sebbene prima ci dovrà essere un confronto con il Cts. Sulle scuole, invece, l'idea è di adottare didattica a distanza a rotazione. Il Piemonte, invece, ha già deliberato il divieto di vendita di alcolici dopo le 21 in tutte le attività commerciali, escluso il servizio di consumazione al tavolo. Dal 18 ottobre, inoltre, è prevista la chiusura notturna di tutte le attività commerciali al dettaglio, da mezzanotte alle 5 del mattino. Le misure anti-Covid saranno al centro di una riunione tecnica, convocata per domattina in videoconferenza, per un'azione di coordinamento tra il dipartimento della Protezione civile, le Regioni, i ministri della Salute, Roberto Speranza, degli Affari regionali Boccia e il commissario straordinario per l'emergenza, Domenico Arcuri. Al tavolo non si parlerà, però, di trasporti, che restano uno dei punti nevralgici su cui si concentrano le attenzioni di istituzioni e scienziati. E non solo, perché anche i Comuni insistono: "Serve lo sforzo di tutti", ricorda il presidente dell'Anci, Antonio Decaro. La situazione è in evoluzione, dunque, ma l'allerta è altissima. Non è da escludere, infatti, un nuovo Dpcm già questo fine settimana. La partita è aperta.

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