Coronavirus, è allerta in Lombardia e a Milano: Fontana vede prefetto
Coronavirus, è allerta in Lombardia e a Milano: Fontana vede prefetto

Boom nuovi casi: 1.844 in 24 ore

La situazione coronavirus in Lombardia è da campanello rosso. Crescono ancora i contagi. Sono 1.844 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore su 29.048 tamponi. E 17 i morti in più per un totale di 17.011. Preoccupa soprattutto la situazione di Milano, con 1.032 nuovi in provincia, di cui 504 in città. Il governatore Attilio Fontana, anche in vista del rinnovo dell'ordinanza in scadenza domani, ha incontrato in prefettura il prefetto del capoluogo lombardo, Renato Saccone. Gli occhi sono puntati su un'eventuale ulteriore stretta. "Sono valutazioni che verranno fatte dei tecnici sulla base dell'evoluzione dei dati. L'unica questione sulla quale noi abbiamo fatto qualche considerazione è quella di ridurre il numero delle persone sul trasporto pubblico locale", chiarisce il presidente. I numeri di oggi? Fontana frena: "Oggi ci sono stati molti più tamponi e, quindi, è ovvio che siano anche molti di più anche i contagiati". Per Saccone, però, si tratta di "dati preoccupanti". Dopo questo primo faccia a faccia, venerdì ci sarà un nuovo incontro, anche con il sindaco Beppe Sala. L'obiettivo è arrivare a "conclusioni condivise da tutti", sottolinea il presidente.

Tornando ai dati, due in più i ricoveri in terapia intensiva (64) in un giorno. In ospedale in regime ordinario si trovano 645 cittadini, 99 in più rispetto a ieri. Dei 1.844 nuovi positivi di oggi in Lombardia, 189 sono 'debolmente positivi'. I guariti/dimessi ammontano a 865, che portano il totale a 84.415. "La massiccia attività di tracciamento, caratterizzata da 29.048 tamponi effettuati in un solo giorno, ha permesso di individuare un numero molto alto di casi positivi", chiarisce in una nota il direttore generale del Welfare della Regione, Marco Trivelli. Il 92% dei positivi, a suo dire, manifesta pochi sintomi o addirittura nessuno. In ogni caso, la Regione è al lavoro insieme ai direttori generali delle Ats, Asst e Irccs, e con i rappresentanti delle associazioni di categoria degli ospedali privati accreditati, per disporre "un rapido incremento della disponibilità di posti letto dedicati ai pazienti Covid". Stando ai dati forniti dal dg Welfare, 1.212 dei positivi di oggi sono under 50 e 297 minorenni. "Bisogna continuare a mantenere alta la guardia", è il richiamo di Trivelli.

Intanto, prosegue in Lombardia la polemica sui vaccini antinfluenzali Per Roberto Carlo Rossi, presidente dell'Ordine dei medici di Milano, "siamo in ritardo. Molto in ritardo. Oggi proteggersi in anticipo significa eliminare condizioni di malattia che potrebbero interferire con la diagnosi di Covid.

Non tutto però è influenza". I vaccini, avverte Rossi, "non sono disponibili nelle farmacie. Fra qualche giorno saranno distribuiti ai medici di medicina generale, ma in trenta dosi, una quantità ridicola, a fronte di oltre 300 persone 'candidate' per età o patologie a riceverlo". E a Milano, la città che da sola deve fare i conti con più di mille positivi in un giorno, il sindaco Sala sostiene che lo status quo sulle scuole va bene. Per ora. "Se poi le condizioni cambieranno, si cambierà l'intensità delle restrizioni però, tutti noi capiamo che il presente è una cappa pesante, è il timore per un autunno e un inverno difficile". L'inquilino di Palazzo Marino vorrebbe "un ripensamento della sanità: vanno bene i grandi ospedali ma la sanità del territorio, del presidio, è quello che ci serve".

Il coronavirus fa sentire i suoi effetti anche sul lavoro. La Lombardia ha perso 110 mila occupati nel secondo trimestre del 2020, secondo una ricerca promossa dalla Cisl Lombardia. In particolare, la variazione rispetto allo stesso periodo del 2019 è di 110 mila occupati, pari al -2,4%. Una diminuzione "rilevante che non si verificava dalla crisi del 2009", sottolinea lo studio.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata